Capitolo 00
Da Grok.
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Ti spiegherò ciò che ho appreso dalla mia vita e da quella di tanti altri che mi stanno aiutando. | Ti spiegherò ciò che ho appreso dalla mia vita e da quella di tanti altri che mi stanno aiutando. | ||
Cercherò di fare del mio meglio. | Cercherò di fare del mio meglio. | ||
| - | Spero di non deluderti mai. | + | Spero di non deluderti mai. // toglierei il mai |
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| + | Voglio spiegarti una cosa importante: il titolo del libro. // non mi rivolgerei in prima persona al lettore, e' una maniera di | ||
| + | rivolgersi molto diretta, tralaltro davvero poco usata nei libri. userei espressioni del tipo: Mi sembra sensato partire dal titolo de libro | ||
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"Grok" è un termine poco conosciuto in Italia, apparso in un romanzo di Heinlein del 1961, "Straniero in terra straniera". Il termine indicava il processo di totale assimilazione di un argomento. | "Grok" è un termine poco conosciuto in Italia, apparso in un romanzo di Heinlein del 1961, "Straniero in terra straniera". Il termine indicava il processo di totale assimilazione di un argomento. | ||
"Grokkare" o "groccare", italianizzato, per me ha lo stesso significato: capire completamente, comprendere, assimilare un concetto fino in fondo. | "Grokkare" o "groccare", italianizzato, per me ha lo stesso significato: capire completamente, comprendere, assimilare un concetto fino in fondo. | ||
"Grok" è anche il nome di un cactus, che spero sia ancora vivo e in salute. Ma questa è un'altra storia. | "Grok" è anche il nome di un cactus, che spero sia ancora vivo e in salute. Ma questa è un'altra storia. | ||
| + | //'ma questa e' un'altra storia' e' una espressione che ho sempre reputato molto 'fascinosa' e che spesso mi capita di usare quando | ||
| + | scrivo qualcosa. la risparmierei per qualche ragionamento piu profondo e non per parlare del cactus. | ||
| - | In questo libro parlo del "capire la vita" fino al midollo. Lo scopo è capirla, ed essere più felici di viverla. Ho cercato di scrivere con un approccio fresco, semplice e dignitosamente umile. Spero ti piacerà. | + | In questo libro parlo del "capire la vita" fino al midollo. Lo scopo è capirla, ed essere più felici di viverla. Ho cercato di scrivere con un approccio fresco, semplice e dignitosamente umile. Spero ti piacerà. //lo scopo e' capirla e' una ripetizione, sostituirei con altra parola. |
| + | //se hai cercato di scrivere umile lo dovra percepire il lettore atraverso la sensibilita con la quale esporrai i tuoi pensieri senza volerli far passare come verita assoluta. toglierei questi riferimenti diretti alla tua umilta'. anche perche gli umili non si autogiudicano quasi mai umili. | ||
Le eterne domande già tornano alla carica: cosa rende felici nella vita? Il denaro? Il potere? Il sesso? La salute? L'eccesso? La famiglia? Quante volte ce lo siamo chiesti, e quante altre volte ancora ce lo chiederemo, senza risposte definitive. Dovremo semplicemente attendere il "soma", la droga perfetta del "mondo nuovo" (brave new world) di Huxley? | Le eterne domande già tornano alla carica: cosa rende felici nella vita? Il denaro? Il potere? Il sesso? La salute? L'eccesso? La famiglia? Quante volte ce lo siamo chiesti, e quante altre volte ancora ce lo chiederemo, senza risposte definitive. Dovremo semplicemente attendere il "soma", la droga perfetta del "mondo nuovo" (brave new world) di Huxley? | ||
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(fonte: wikipedia.org) | (fonte: wikipedia.org) | ||
Va anche detto che, secondo dati ISTAT, i divorzi in Italia sono passati da 27.000 a 42.000, e le separazioni da 52.000 a 80.000, dal 1995 al 2002, ovvero un aumento di oltre il 50% in sette anni. Chissà negli altri paesi. | Va anche detto che, secondo dati ISTAT, i divorzi in Italia sono passati da 27.000 a 42.000, e le separazioni da 52.000 a 80.000, dal 1995 al 2002, ovvero un aumento di oltre il 50% in sette anni. Chissà negli altri paesi. | ||
| + | //citare statistiche gia nell'introduzione non e' una scelta che io farei. L'intro deve essere piu snella possibile. Rischi di annoiare il lettore. | ||
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Il punto è che i divorzi sono una misura, ammettiamolo, troppo imprecisa, troppo dipendente da legislazioni, effetti sociali ed economici, culturali. Non è giusto immaginare una diretta proporzione tra felicità da un lato e divorzi dall'altro. Il divorzio, poi, non può essere la causa, ma semmai l'effetto della perdita d'amore, e di felicità. | Il punto è che i divorzi sono una misura, ammettiamolo, troppo imprecisa, troppo dipendente da legislazioni, effetti sociali ed economici, culturali. Non è giusto immaginare una diretta proporzione tra felicità da un lato e divorzi dall'altro. Il divorzio, poi, non può essere la causa, ma semmai l'effetto della perdita d'amore, e di felicità. | ||
| + | // interruzioni come 'ammettiamolo', se non strettamente necessarie, non fanno altro che rallentare il ritmo di lettura. Inoltre non e' una espressione 'da libro'. Partire con 'il punto é' mi sembra un linguaggio troppo tecnico. | ||
L'amore è indubbiamente una parte importante della felicità di una persona, ma sono convinto che ci sia dell'altro. Lo scopriremo insieme. | L'amore è indubbiamente una parte importante della felicità di una persona, ma sono convinto che ci sia dell'altro. Lo scopriremo insieme. | ||
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A questo punto, dopo queste poche righe di introduzione dovresti essere diventato curioso. | A questo punto, dopo queste poche righe di introduzione dovresti essere diventato curioso. | ||
| - | Ti piacerebbe sapere di più della felicità? Della vita? Continua a leggere. | + | Ti piacerebbe sapere di più della felicità? Della vita? Continua a leggere. // sembra una pubblicitá. |
Chi sono io per poterti dare delle risposte? | Chi sono io per poterti dare delle risposte? | ||
Una persona che ha deciso di dedicare del tempo per trovare delle risposte, con l'umiltà di chiedere, chiedere, chiedere. | Una persona che ha deciso di dedicare del tempo per trovare delle risposte, con l'umiltà di chiedere, chiedere, chiedere. | ||
| + | // ancora toglierei ildiscorso dell'umilitá. direi semplicemente: sforzandosi di chiedere, chiedere, chiedere sempre. A tutti, anche a un bambino. | ||
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Ho chiesto ai miei amici, agli sconosciuti, ad Internet, ai tizi incontrati per strada, ai libri, alla natura. | Ho chiesto ai miei amici, agli sconosciuti, ad Internet, ai tizi incontrati per strada, ai libri, alla natura. | ||
| - | Poi ho tratto delle conclusioni. | + | Poi ho tratto delle conclusioni. //chiesto e' stato gia usato abbastanza sopra. direi: ho ascoltato (cosa che implica l'umilta' senza che venga sbandierata come un pregio) |
| - | L'unione (di una domanda e tante risposte) fa la forza. | + | L'unione (di una domanda e tante risposte) fa la forza. // le parentesi in un libro le userei solo se strettamente necessario. |
Non sarai un semplice lettore, ma un compagno di viaggio;mi aiuterai a capire sempre di più, a "grokkare" fino in fondo la nostra esistenza terrena, e coinvolgere altre persone in questa ricerca. Se ti va di iniziare questo percorso con me, sei il benvenuto. | Non sarai un semplice lettore, ma un compagno di viaggio;mi aiuterai a capire sempre di più, a "grokkare" fino in fondo la nostra esistenza terrena, e coinvolgere altre persone in questa ricerca. Se ti va di iniziare questo percorso con me, sei il benvenuto. | ||
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Buona lettura. | Buona lettura. | ||
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| + | //considerazioni: si nota molto il tuo linguaggio 'tecnico', ne risente la scorrevolezza anche solo di queste prime righe. spero col tempo si possa migliorare. | ||
| + | PS: fammi sapere se questo mio modo di porre osservazioni a lato delle frasi sul wiki ti e' comodo o preferisci altro! :-) | ||
Versione delle 10:10, 9 lug 2009
wScpnM <a href="http://gnnmfrzjycpz.com/">gnnmfrzjycpz</a>, [url=http://zchaxrnfieis.com/]zchaxrnfieis[/url], [link=http://kwkpqztevnnw.com/]kwkpqztevnnw[/link], http://hsspcfgsqgjl.com/
00. Introduzione
Quanto sei felice?
Concentrati per un attimo sulla tua vita; chiudi gli occhi. Amici, amore, salute, famiglia, reddito, lavoro, soddisfazioni, vacanze, il posto in cui vivi. Fatto? Bene. Te lo chiedo di nuovo: quanto sei felice? Non intendo limitarmi a questo preciso istante, ma semmai a questo periodo della tua vita. Prova a darti un voto: quanto, da zero a dieci? Scommetto tra tre e sette, come la maggior parte di noi.
Quante volte al giorno ti fai questa domanda? Poche, forse quasi mai. Quante volte hai desiderato essere più felice? Spesso. Quante volte ti sei sentito impotente, senza controllo sulla tua felicità? Esiste, il controllo? O siamo semplicemente in balìa del destino?
Io credo che il controllo esista, e che questo voto lo possiamo migliorare, di molto. Credo che noi possiamo essere molto felici non soltanto per brevi momenti, ma per la nostra intera esistenza.
Perchè lo credo? Perchè io spesso sono felicissimo. Non così a lungo come vorrei, ma spesso. Ciò implica che esiste un modo per essere molto felici e che possiamo ancora migliorare nella nostra ricerca della felicità. Implica che possiamo essere felici sempre.
Questo libro è il mio e tuo punto di partenza per scoprirlo.
Mi chiamo Simone Brunozzi, e tra breve faremo delle doverose presentazioni. Oggi, 4 luglio 2009, a Parigi, in attesa di un treno per il Lussemburgo, non ho risposte definitive. Non ho ancora scoperto, "grokkato" la felicità. Ho deciso di scrivere questo libro per rimediare.
Ti spiegherò ciò che ho appreso dalla mia vita e da quella di tanti altri che mi stanno aiutando. Cercherò di fare del mio meglio. Spero di non deluderti mai. // toglierei il mai
Voglio spiegarti una cosa importante: il titolo del libro. // non mi rivolgerei in prima persona al lettore, e' una maniera di rivolgersi molto diretta, tralaltro davvero poco usata nei libri. userei espressioni del tipo: Mi sembra sensato partire dal titolo de libro
"Grok" è un termine poco conosciuto in Italia, apparso in un romanzo di Heinlein del 1961, "Straniero in terra straniera". Il termine indicava il processo di totale assimilazione di un argomento. "Grokkare" o "groccare", italianizzato, per me ha lo stesso significato: capire completamente, comprendere, assimilare un concetto fino in fondo. "Grok" è anche il nome di un cactus, che spero sia ancora vivo e in salute. Ma questa è un'altra storia. //'ma questa e' un'altra storia' e' una espressione che ho sempre reputato molto 'fascinosa' e che spesso mi capita di usare quando scrivo qualcosa. la risparmierei per qualche ragionamento piu profondo e non per parlare del cactus.
In questo libro parlo del "capire la vita" fino al midollo. Lo scopo è capirla, ed essere più felici di viverla. Ho cercato di scrivere con un approccio fresco, semplice e dignitosamente umile. Spero ti piacerà. //lo scopo e' capirla e' una ripetizione, sostituirei con altra parola. //se hai cercato di scrivere umile lo dovra percepire il lettore atraverso la sensibilita con la quale esporrai i tuoi pensieri senza volerli far passare come verita assoluta. toglierei questi riferimenti diretti alla tua umilta'. anche perche gli umili non si autogiudicano quasi mai umili.
Le eterne domande già tornano alla carica: cosa rende felici nella vita? Il denaro? Il potere? Il sesso? La salute? L'eccesso? La famiglia? Quante volte ce lo siamo chiesti, e quante altre volte ancora ce lo chiederemo, senza risposte definitive. Dovremo semplicemente attendere il "soma", la droga perfetta del "mondo nuovo" (brave new world) di Huxley? In tanti hanno provato a rispondere. In pochi ci sono riusciti.
Molti cercano un senso nell'amore coniugale o in quello familiare. Cos'è l'amore? Come misuriamo l'amore in una coppia? Come facciamo a confrontarlo con gli altri, con il mondo? E' misurabile? Non lo è? Se l'amore non è misurabile, forse lo è il suo contrario: viene da pensare al divorzio, come misura dell'insuccesso dell'amore.
Sempre più cittadini italiani si lamentano dello stato delle cose, della perdita di felicità, dell'oppressione della società moderna, e poi citano imprecise statistiche sull'aumento dei divorzi, tanto per rafforzare il lamento.
In generale non sono d'accordo: è tipico di noi italiani lamentarci e piangerci addosso, salvo poi essere spesso invidiati dal mondo perchè "sappiamo goderci la vita". Nei miei numerosi viaggi a contatto con persone di tutto il mondo, ho sentito spesso ripetere questa frase. Noi italiani, dicono, sappiamo goderci la vita. Sarà vero? Ne riparleremo, prendendo alcuni spunti dal libro di Enrico Finzi, “Come siamo felici”, che parla soprattutto di Italia e di italiani.
Non so quanto i divorzi servano a spiegare l'amore, ma guardiamo insieme un dato recente: negli Stati Uniti i divorzi ogni 100.000 abitanti (la cosiddetta "crude divorce rate") sono 3,6 all'anno; a Cuba, che potrebbe sembrare un paese molto più felice e "pieno di amore", 3,17; in Svizzera, nostra vicina, 2,43, e in Francia 2,09; in Spagna 0,75; in Italia, infine, 0,73, uno dei valori più bassi del mondo. Lo avreste detto? Se noi ci lamentiamo dei divorzi, cosa dovrebbero dire i russi, con 4,42? (fonte: wikipedia.org) Va anche detto che, secondo dati ISTAT, i divorzi in Italia sono passati da 27.000 a 42.000, e le separazioni da 52.000 a 80.000, dal 1995 al 2002, ovvero un aumento di oltre il 50% in sette anni. Chissà negli altri paesi. //citare statistiche gia nell'introduzione non e' una scelta che io farei. L'intro deve essere piu snella possibile. Rischi di annoiare il lettore.
Il punto è che i divorzi sono una misura, ammettiamolo, troppo imprecisa, troppo dipendente da legislazioni, effetti sociali ed economici, culturali. Non è giusto immaginare una diretta proporzione tra felicità da un lato e divorzi dall'altro. Il divorzio, poi, non può essere la causa, ma semmai l'effetto della perdita d'amore, e di felicità.
// interruzioni come 'ammettiamolo', se non strettamente necessarie, non fanno altro che rallentare il ritmo di lettura. Inoltre non e' una espressione 'da libro'. Partire con 'il punto é' mi sembra un linguaggio troppo tecnico.
L'amore è indubbiamente una parte importante della felicità di una persona, ma sono convinto che ci sia dell'altro. Lo scopriremo insieme.
Cercare di misurare qualcosa è forse il primo passo per comprenderlo, anche se poi non è detto che ci si riesca davvero. Senza dubbio, però, ci si comincia a fare molte domande.
Faccio un esempio. Leggendo l'Happy Planet Index (Fonte: Happy Planet Index, by the New Economic Foundation, NEF), a pagina 5 viene riportato un breve trafiletto che riguarda la soddisfazione di vita, da 1 a 10. In Zimbabwe, il 29% delle persone si dà un tristissimo 1, mentre il 28% dei danesi si dà un ottimo 10. Un contrasto enorme. Viene inoltre affermato che l'opinione che abbiamo sulla soddisfazione di vita è fortemente correlata con un insieme di altri dati più oggettivi. Come dire, è un dato soggettivo, ma è piuttosto affidabile. Riprendiamo il discorso del “lamentarsi” degli italiani: nella classifica dell'HPI, tra i paesi del G8, l'Italia è "la meno peggio", finendo al 66° posto. Germania 81°, Giappone 95°, Regno Unito 108°, Canada 111°, Francia 129°, Stati Uniti 150° e infine Russia 172°. La cosa interessante del HPI è che non prende in considerazione il reddito, ma semplicemente tre fattori: soddisfazione di vita, aspettativa di vita, impatto ambientale. Vogliamo parlare di suicidio? In Lituania, ogni anno, si suicidano circa 38 persone ogni 100.000; in Giappone 23, in Finlandia 20, negli Stati Uniti 11, in Spagna 8, in Italia 7, in Paraguay 3. (fonte: http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_countries_by_suicide_rate) Potremmo continuare con la religione, o spiegare come il DNA determini in buona parte la nostra capacità di essere felici... Ma mi fermo qui.
A questo punto, dopo queste poche righe di introduzione dovresti essere diventato curioso. Ti piacerebbe sapere di più della felicità? Della vita? Continua a leggere. // sembra una pubblicitá.
Chi sono io per poterti dare delle risposte? Una persona che ha deciso di dedicare del tempo per trovare delle risposte, con l'umiltà di chiedere, chiedere, chiedere. // ancora toglierei ildiscorso dell'umilitá. direi semplicemente: sforzandosi di chiedere, chiedere, chiedere sempre. A tutti, anche a un bambino.
Ho chiesto ai miei amici, agli sconosciuti, ad Internet, ai tizi incontrati per strada, ai libri, alla natura. Poi ho tratto delle conclusioni. //chiesto e' stato gia usato abbastanza sopra. direi: ho ascoltato (cosa che implica l'umilta' senza che venga sbandierata come un pregio) L'unione (di una domanda e tante risposte) fa la forza. // le parentesi in un libro le userei solo se strettamente necessario.
Non sarai un semplice lettore, ma un compagno di viaggio;mi aiuterai a capire sempre di più, a "grokkare" fino in fondo la nostra esistenza terrena, e coinvolgere altre persone in questa ricerca. Se ti va di iniziare questo percorso con me, sei il benvenuto.
Grok è già disponibile online, gratuitamente, fin dai suoi primi passi (http://www.brunozzi.it/wiki). Una volta completato sarà pubblicato anche in formato digitale, sempre gratuitamente.
Ti voglio mettere in guardia: non sottovalutare le cose gratuite. Spesso il prezzo che paghiamo per qualcosa non ha un corrispettivo nel valore della cosa stessa. Respiriamo aria gratis, ma se smettessimo per cinque minuti, saremmo tutti morti.
Buona lettura.
//considerazioni: si nota molto il tuo linguaggio 'tecnico', ne risente la scorrevolezza anche solo di queste prime righe. spero col tempo si possa migliorare.
PS: fammi sapere se questo mio modo di porre osservazioni a lato delle frasi sul wiki ti e' comodo o preferisci altro! :-)

