Simone Brunozzi

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Scrivimi a: simone.brunozzi -@- gmail punto c0m

Speaker professionista

Care lettrici e cari lettori,
mi servono pochi minuti del vostro tempo.
Ho bisogno di un consiglio, e forse di un piccolo aiuto
.

Come molti di voi sanno, da quasi tre anni lavoro per Amazon.com e ho l’opportunità di presentare in pubblico a conferenze di vario tipo, in giro per il mondo.
Questi sono i miei “numeri” finora:
- Ho partecipato come speaker a circa 300 conferenze/seminari/eventi;
- Circa 35.000 persone hanno assistito ai miei interventi; di queste, circa 600 si sono premurate di ringraziarmi e complimentarsi per il lavoro da me svolto.
- Sono stato considerato “best speaker” 39 volte su 41 (solo 41 delle circa 300 conferenze hanno fornito feedback results e speaker ratings).
- Ho presentato in circa 40 nazioni diverse, in cinque continenti (USA, Europa, Asia, Australia, Africa), principalmente in lingua inglese.
- Il pubblico a cui ho presentato è molto vario, da tecnici, sviluppatori, a ingegneri, sistemisti, a persone “di business”, fino a C-level executives (CEO, CTO, CIO, CFO, eccetera), in settori tecnologici e non.
- Ho trattato di diversi argomenti, in particolare: Cloud Computing, Tecnologia, Online Social Media, E-Commerce, Felicità, Creatività, Innovazione, Globalizzazione.

Da alcuni mesi, ricevo regolarmente proposte di partecipare a conferenze come speaker; l’offerta include la copertura del viaggio, più una “speaker fee”, ovvero un compenso.

Sono già impegnato con Amazon.com, e non intendo, per ora, cambiare professione.

Tuttavia, avrei piacere di “usare” queste opportunità per raccogliere donazioni verso Acumen Fund, un “venture fund” non-profit, ovvero un fondo di investimento che si occupa di finanziare attività che contribuiscano a rendere il mondo migliore.

Per farlo in maniera organica ed organizzata, tuttavia, mi piacerebbe entrare in contatto con organizzazioni o aziende che possano usufruire del mio contributo. Sono disposto a viaggiare ovunque nel mondo, compatibilmente con i miei impegni di lavoro.

Avete consigli da darmi?
In particolare:

- Nomi di aziende che potrebbero essere DIRETTAMENTE interessate ad usufruire di questa mia disponibilità, per esempio aziende che si occupano nello specifico di organizzare conferenze a livello mondiale;
- Nomi di persone che possano avere una funzione analoga a quella di cui sopra;
- Network di “professional speakers” di cui mi converrebbe diventare membro;
- Opportunità specifiche, ad esempio una azienda X per la quale lavorate, e che può essere interessata ad “ingaggiarmi”. Solitamente, un buon punto di partenza è l’ufficio Marketing, o l’ufficio Risorse Umane, o chi si occupa di invitare “Trainers” per i vostri colleghi.

Come detto, ogni consiglio è ben accetto. E’ per una buona causa.
Se questa idea vi solleva dei dubbi, sarei felice di conoscerli e discuterne con voi. Qui sotto, nei commenti, in pubblico.

Infine, sarei molto felice se poteste diffondere questo messaggio tra i vostri contatti, o via Facebook (c’è un bel bottone “Like” all’inizio di questo post), o pubblicandolo nel vostro blog.

Grazie.

Auto che si guidano da sole

Google le sta sperimentando.
Secondo me è una evoluzione ovvia e necessaria del trasporto privato, e infatti è uno dei temi centrali del mio romanzo Nonovvio.
E in tempi non sospetti, ben quattro anni fa, suggerivo che Google dovesse davvero farlo (vedere sezione “Google cars”).

Creatività italiana?

Dopo aver avuto la fortuna di conoscere Fredrik Haren, che vive a Singapore da qualche anno, mi sono visto questo video:

E poi ho pensato: quali sono gli esempi moderni di creatività italiana?
Potete aiutarmi con qualche suggerimento?

L’ennesima lettera al Partito Democratico: la mia

Leggo di Veltroni, e poi di Bersani, che ci propinano delle noiosissime, retoriche “lettere” attraverso noti quotidiani italiani.
Leggo di una ben più sostanziosa, fresca, snella ed efficace lettera del buon Nicola Mattina che, non potendosi permettere un quotidiano a tiratura nazionale, la pubblica nel suo blog.

Come Antonio Tombolini, neanche io sono un elettore del Partito Democratico. Quando posso, voto scheda bianca. Spiegare le ragioni sarebbe lungo, ma posso sintetizzare, in breve, che lo faccio perchè non credo che questo modello di “rappresentanza” riesca ad ottenere alcun cambiamento sostanziale, in meglio, per lo stato delle cose in Italia.
Ma il punto di questo post non è a chi io dia il voto.

Il punto è questo: voglio anche io scrivere l’ennesima lettera al Partito Democratico.
Ancora più semplice ed essenziale di quella, da me molto apprezzata, di Nicola.

“Spettabile Partito Democratico,
sono convinto che non c’è modo di cambiare il modo in cui tu funzioni, di eliminare il nepotismo, i favoritismi, di cacciare i miopi burocrati che imperversano tra le tue file.
Di conseguenza, non appena una persona illuminata, aperta, giovane e onesta, avrà voglio di fondare un altro partito, un partito che faccia della trasparenza e della partecipazione i suoi cavalli di battaglia, io voterò quel partito (nonostante sia poco fiducioso dell’attuale sistema elettorale), e farò di tutto per spargere la voce e fare in modo che più elettori possibile scelgano di preferire questo nuovo partito al “vecchio” Partito Democratico, e che presto si formi una classe dirigente anch’essa illuminata, aperta, giovane, onesta.
Ti auguro una vecchiaia serena, in attesa di una tua, spero imminente, dipartita dalla scena politica italiana.
A te, quindi, auguro una morte vera e propria.
A quelli che costituiscono la tua classe dirigente, auguro di non potersi riciclare in questo nuovo partito senza un vero ed onesto cambio di mentalità.
Questo nuovo partito, infatti, non avrà nomi di piante, di fiori o di erbe.
Si chiamerà semplicemente: Partito Transparente.
Transparent Party
, per chi lo seguirà from abroad.
Ah, dimenticavo: la gente ha le sue cose a cui pensare.
La gente preferisce la semplicità e la BREVITA’.
Magari, la prossima volta, cerca di farci caso.
Cordiali saluti.”

Tanti impegni, poco tempo per il blog

Ecco perchè negli ultimi nove giorni non ho scritto nulla. Ho preso 7 aerei in 4 giorni, parlato a diverse conferenze in India e Tailandia, lavorato molto. Per mia grande fortuna, il mio lavoro mi piace un sacco :)

Sto pensando di fare una “cosa” riguardante le ferrovie in Italia. Ho poco tempo disponibile, ma credo sia interessante pensarci. Voi che ne dite? Lo so, sono vago… :)

Bravi giornalisti… Not!

Leggo con stupore il pezzo del giornalista Edoardo Segantini sul Corriere.it, riguardante l’accordo Google-Verizon che ha effetti sulla cosiddetta “Neutralità della Rete”.
Stupore, perchè… Beh, ve lo spiego così.

Siccome esistono giornalisti che non capiscono quasi nulla di tecnologia, ma si permettono comunque di scrivere articoli del genere… Allora io, che sicuramente non capisco nulla di giornalismo, mi permetto di dire che Segantini dovrebbe evitare di scrivere articoli su tali argomenti. Punto.

Un punto, però, a favore di Segantini lo devo menzionare: in calce alla firma Segantini mette la sua email. Una cosa non banale, in un sito antidiluviano e parassitario come quello del Corriere.it, che spesso “ruba” immagini protette da licenze Creative Commons, oppure “ruba” notizie da giornali esteri, modificandole leggermente, spesso senza citare la fonte, e quasi sempre senza mettere alcun link alla notizia originale. Spero vivamente che il responsabile dell’edizione online di Corriere.it riesca velocemente a colmare certe lacune di base… Altrimenti, il sito del Corriere lo vedo messo male.
Ah, dimenticavo: quando cerchi di vedere i video sul sito del Corriere, c’è una tale quantità di pubblicità intorno al video che sono sempre più tentato di chiudere e non visitarlo mai più.
Che cialtroni.

La soluzione di tutti i problemi

Oggi penso molto.
Penso che la soluzione di tutti i problemi sia molto più semplice di quanto si creda.

Prostituzione? Se i clienti smettono di chiedere servizi, le prostitute cessano di lavorare. I magnaccia si stufano, vanno altrove.
Ambiente? Le vacche inquinano più delle auto. Se i consumatori smettono di mangiare carne di vacca, l’inquinamento si riduce. Il disastro ambientale della fauna marina si ridurrebbe drasticamente se smettessimo di mangiare pesce, e quindi di alimentare l’industria ittica.
Evasione fiscale? Se i clienti esigono una ricevuta sempre, l’evasione non esiste.

Tuttavia, i puttanieri non smetteranno di andare a puttane, la carne e il pesce non scompariranno dalle tavole, gli evasori continueranno ad esistere.
Finchè…

Finchè i giusti incentivi non saranno in gioco.

A chi tocca mettere gli incentivi giusti? Ai politici.
Chi guida i politici? Chi li vota.
Chi vota? Noi.

Purtroppo, la soluzione sarebbe semplice, ma non esiste ancora un modo pratico ed efficace per donare ad un popolo una sorta di intelligenza collettiva.

Dovremmo essere più api, più formiche, e spendere meno tempo a guardare la TV.

Top Global Sites

Date un occhio, e pensate.

Facebook e il governo UK

Ve la immaginate una cosa così in Italia?
Sia chiaro, ho dei dubbi sulla bontà del “deal”. Fatto sta che una cosa del genere dimostra almeno il tentativo di innovare. Che da noi in Italia sembra mancare.
In questo video, David Cameron, Primo Ministro inglese, e Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook. Tra l’altro, si vede benissimo che Mark sta leggendo il copione.

I soldi per la fibra dall’immigrazione

Adoro Freakonomics, uno dei più stimolanti libri che abbia mai letto.
Ho avuto qualche scambio di email con gli autori che, nonostante i mille impegni, si sono presi la briga di dedicare qualche minuto a un povero Cristo sconosciuto (me).
Di conseguenza, sono anche un fanatico del loro blog, che leggo avidamente.

Oggi mi cade l’occhio su un breve pezzo che parla di Gary Becker, premio Nobel per l’economia, riguardante una sua controversa e provocatoria proposta per innovare il modo in cui si gestisce l’immigrazione negli Stati Uniti.
In breve, Becker sostiene che gli Stati Uniti dovrebbero offrire la cittadinanza americana in cambio di 50.000 dollari.
Sì, provocatoria. E dannatamente intelligente.
(tutta l’intervista merita la lettura, se avete tempo. Davvero.)

Conosco DECINE di americani, qualche arabo, qualche australiano che pagherebbero volentieri per diventare cittadini italiani. Molti di loro lo farebbero NON per trovare lavoro (il che non guasterebbe), ma perchè sono innamorati dell’Italia.

Ecco l’idea, allora: far pagare 50.000 euro per ottenere la cittadinanza italiana. Bisogna essere incensurati, avere almeno 18 anni, essere cittadini di una Nazione che permetta la doppia cittadinanza (mi sembra, ad esempio, che Singapore e Lussemburgo non lo permettano).
Con soli 20.000 “nuovi cittadini” si raccoglie un miliardo di Euro. Sufficiente per far partire timidamente l’iniziativa “Banda Larga” in Italia, che a Febbraio sembrava prevedesse 1,4 Miliardi di Euro, e che invece ancora stenta a decollare.

Due piccioni con una fava: facciamo contente 20.000 persone innamorate dell’Italia, e troviamo i soldi per innovare il Paese.

Io l’idea l’ho buttata lì. Se vi piace, diffondete, chè non si sa mai.