Simone Brunozzi

Icon

Per gli amici di Simone, e per gli ex lettori di Ubuntista.it

Romani de Roma! Volete conoscere una persona interessante?

Romani de Roma! Volete conoscere una persona interessante?
Sweta Mangal, CEO di 1298.in, un innovativo servizio di ambulanze (finanziato da Acumen Fund), sarà a Roma intorno al 10 marzo, e avrebbe bisogno di qualche dritta e qualche aiuto, magari anche di un giretto per Roma in vostra compagnia. Secondo me è una grande occasione per conoscere una persona molto interessante (che io ho incontrato a Mumbai lo scorso 19 febbraio). Parla inglese.
Qualche volontario?

sweta-mangal

Commentate qui sotto, oppure scrivetemi a: simone punto brunozzi at gmail punto com.
Grazie!

Lemonade

Un film che vedrò appena possibile: Lemonade, la storia di persone “creative” che, una volta licenziate, riescono a usare la loro creatività per fare qualcosa che conta davvero.

Ieri su Nòva: Linchpin, Seth Godin

Ieri sul Sole24Ore, nell’inserto Nòva, c’era un mio articolo sul lancio di Linchpin, il nuovo libro di Seth Godin.
Graditissimi i vostri commenti.
Qui qualche foto.

Food, Inc.

“Food, Inc.” è il nome che potrebbe avere una azienda alimentare globale, ma è anche il titolo di un raffinato documentario sull’industria del cibo e le molte cose che non si sanno (qui la pagina wikipedia in inglese… Chi ha voglia di scrivere quella italiana?). Un particolare importante: il film è prodotto da Magnolia pictures, fondata da Mark Cuban, proprietario dei Dallas Mavericks, uno dei più straordinari imprenditori (ed evangelisti) della storia.

Il trailer del film è qui (non è possibile fare embed).

Il docufilm è narrato da Michael Pollan e Eric Schlosser, autori di libri, esperti del settore, e storici sostenitori della necessità di un approccio sostenibile alla produzione e consumo del cibo e della carne.

Non voglio rivelarvi i particolari del film (alcuni dei quali potrebbero già essere noti), ma piuttosto: esortarvi a guardarlo, a segnalarlo ad altri. Parliamone. Leggetevi anche qualcosa di Monsanto Company, un gigante da 45 miliardi di dollari che io già conoscevo per altri motivi, e che detiene i brevetti per migliaia di piante, cereali, granturco.
Il disastroso stato in cui versa l’industria alimentare americana, purtroppo, ha delle conseguenze anche dalle nostre parti.
E’ anche questo uno dei motivi che mi ha spinto, il 1 maggio 2009, a diventare vegetariano: la carne, infatti, NON fa bene alla salute dell’uomo, e personalmente mi è più facile rinunciarvi del tutto che non ridurre semplicemente le dosi.

Purtroppo mi convincono poco le “5 things you can do now”. Certe cose funzionano se viene smossa una grande massa di persone. Ci credo poco che milioni di persone accetteranno di pagare di più o perdere tempo a chiedere cibo migliore, quando altri milioni continueranno a comprare schifezze e portare i loro figli da McDonald’s.

Speriamo vengano fuori soluzioni migliori.

Beh, cosa ne pensate?

Nexus One

Forse sono il primo italiano a mettere le mani su un Nexus One (o forse mi batte il buon Antonio Dini), e devo dire che l’impressione è ottima. Presto vi scriverò qualche dettaglio… Intanto, beccatevi questa foto!

nexus-one

Loretta Napoleoni e l’economia del terrorismo

TED.com ha pubblicato questo interessante video di Loretta Napoleoni sulla economia del terrorismo.

loretta-napoleoni

Loretta, una economista italiana, ha venduto la sua azienda per autofinanziare la sua ricerca sull’argomento, ispirata da alcune interviste fatte a membri delle Brigate Rosse in carcere.

E’ bello vedere una italiana che, con un inglese leggermente imperfetto ma comunque ben intellegibile, si fa strada tra argomenti scomodi e riesce a coinvolgere la platea.

Da vedere.

Potete trovare altre informazioni su Loretta Napoleoni in Wikipedia.
Qui trovate il suo penultimo libro, Rogue Economics.

Il binario che porta all’inferno

Oggi parlo di treni.
In Italia.
E quindi anche di Trenitalia.

Prendo spunto da Lorenzo Cairoli, dal precedente Lorenzo Cairoli, e dai recentissimi articoli online sui principali quotidiani italiani, o alcuni più datati ma validissimi come questa inchiesta di Ettore Livini su Repubblica.

Potrei raccontare delle mie innumerevoli vicissitudini, ma so che non sarebbero certo le uniche, e si limiterebbero ad alimentare l’odio.

Potrei elencare le mille mancanze dei servizi Trenitalia, a cominciare da quelli online come Viaggiatreno, che dovrebbe darmi lo stato attuale dei treni in viaggio, ma che come vedete non funziona:

viaggiatreno

Potrei prendere il Bilancio 2008 di Trenitalia e confrontarlo con le numerose dichiarazioni dei suoi rappresentanti, a partire dall’Amministratore Delegato Ing. Vincenzo Soprano, in cerca di contraddizioni. E ricordare a tutti che, per esempio, le regioni corrispondono un sussidio annuo a Trenitalia per il servizio di trasporto regionale.

Potrei partire dalla pagina Wikipedia su Trenitalia e snocciolare dati economici vari per poi confrontarli con altre aziende ferroviarie europee, e dimostrare che Trenitalia non sta facendo un buon lavoro.

Potrei cercare video su Youtube riguardanti Trenitalia, o fotografie su Flickr, e segnalare le cose più scandalose e gravi.

COME CONSEGUENZA, questo post sarebbe solo un incitamento all’odio, senza puntare ad ottenere ALCUN risultato utile.

Invece mi va di scrivere un post diverso.

Credo che Trenitalia possa migliorare moltissimo i propri servizi, visto il basso livello da cui parte.
Alcuni esempi?

1) Essere più trasparente con i passeggeri, condividendo con loro più dati e permettendo loro di iniziare un DIALOGO con l’azienda;
2) Incentivare il personale a fornire un servizio clienti di alto livello; i disservizi non è facile sistemarli subito, ma almeno trattare bene i clienti fa bene al cuore;
3) Dare voce ai dipendenti e permettere loro di fornire suggerimenti su come migliorare la manutenzione e la gestione della rete ferroviaria, possibilmente evitando che ci siano altri episodi come quello della Tragedia di Viareggio del 29 giugno 2009.
4) Coinvolgere i viaggiatori nel segnalare disservizi, inefficienze, o semplicemente possibili migliorie del servizio.
5) Velocizzare e automatizzare il più possibile l’emissione di biglietti e la gestione di problematiche relative agli stessi, per esempio MIGLIORANDO l’usabilità dei distributori automatici di biglietti, tanto per iniziare, oppure fornire gratuitamente accesso WiFi al sito trenitalia da ogni stazione ferroviaria. Un access point WiFi costa molto meno di un nuovo distributore automatico, con buona pace di chi li produce.
6) Sperimentare tecnologie nuove per migliorare i servizi, come ad esempio una tessera RFID da usare come prepagata per pagare automaticamente il biglietto, servizi tramite SMS, e così via.
7) Ottimizzare l’utilizzo delle carrozze, evitando che ci siano treni semivuoti da una parte, e treni sovraffollati dall’altra; tale ottimizzazione può avvalersi ad esempio dei dati forniti dal servizio di prenotazione, DANDO UN INCENTIVO al cliente che prenota per tempo.

Perchè è così importante che i treni funzionino?

Perchè il Sistema di Trasporti di un paese è fondamentale per il benessere dei suoi cittadini, e per quello dei visitatori.

Non vivo più in Italia da tempo, ma l’Italia mi sta sempre a cuore. E’ il mio paese. Mi rattrista molto vederlo “sfasciarsi” così, fare acqua da tutte le parti, compresi i servizi ferroviari.

Accetto volentieri commenti, contributi, segnalazioni nei commenti. Non escludo di voler spendere qualche ora e creare un sito web dedicato alla raccolta di feedback da parte degli utenti. Che ne pensate?
Provate a segnalarmi informazioni pertinenti, vediamo cosa ne viene fuori.

Discussione anche su FriendFeed.

Le barriere italiane

Luis Suarez, technology evangelist di IBM nonchè persona simpaticissima e socievolissima, oggi scrive un bel pezzo riguardante le barriere di adozione del Social Software nelle aziende.
Luis, tra l’altro, ha ABBANDONATO l’email come forma di comunicazione interna da ormai quasi due anni, SENZA ESSERE LICENZIATO.

Una delle statistiche da lui citate riguarda la classifica della “qualità” della banda internet nel mondo.
Questa è la situazione dell’Italia:

italy-broadband-speed

Adesso ditemi: quale è la differenza tra 0.58 Mbit/s in Italia, e 3.40 Mbit/s in Olanda?
E’ la differenza tra una azienda che può fare telelavoro e compagnia bella, e un’altra che invece deve comprare uffici, mobili, far muovere i propri dipendenti tutte le mattine con l’auto, e così via.

Come risolvere il problema del traffico in Italia? La risposta è dentro di voi :)

Startup italiane

Si stanno moltiplicando le lodevoli iniziative di aziende, banche, istituti, università, a sostegno della imprenditorialità italiana, specie nell’ambito Information Technology, in passato molto carente rispetto al resto d’Europa e alle dimensioni, comunque significative, del mercato IT italiano.

Una presentazione particolarmente interessante la fornisce Gianluca Dettori su OilProject, “Fare Venture Capital e startup Hi-Tech in Italia“.

Potrei scrivere molto sull’argomento, grazie alle recenti esperienze maturate in giro per l’Europa. Mi soffermo però su una cosa in particolare: la mancanza di un EVENTO importante e riconosciuto a livello internazionale, come può essere LeWeb per la Francia, DLD o Next09 per la Germania, PICNIC o NEXT per l’Olanda, SHIFT per il Portogallo, EBE per la Spagna, Reboot per la Danimarca, LIFT (che quest’anno è toccato alla Svizzera), SIME per la Svezia, e gli innumerevoli eventi che ogni anno tempestano Londra e il resto dell’UK. Tutti ne hanno uno, tranne l’Italia.
In Italia il buon Gianluca Neri organizza la BlogFest a Riva del Garda, che però non ha la stessa impostazione delle conferenze di cui sopra, e soprattutto è limitata all’ambito italiano, con sponsor italiani e speaker italiani.

Marco Montemagno (che ho conosciuto di persona in occasione dell’evento Current con Al Gore a Roma a maggio 2008, persona competente e gradevolissima) ha scritto diverse considerazioni interessanti su LeWeb, proponendo al termine del post una sua candidatura come speaker per il prossimo anno.
Marco, secondo me hai energie e capacità a sufficienza per organizzarlo tu, LeWeb, ma in Italia e con un nome italiano.
Avrei degli ottimi suggerimenti per te, primo tra tutti: FARLA IN INGLESE.

Per i lettori: suggerite e ragionate pure nei commenti o su FriendFeed. Grazie :)

The global dilemma: itagliano o inglisc

I feticisti dei videogames che mi seguono (credo: almeno uno, forse addirittura due), che rappresentano circa il 25-50% dei miei lettori abituali (stimati essere quattro, con picchi di cinque durante il Ramadan) ricorderanno sicuramente questa opera suprema del 1990: The Global Dilemma: Guns or Butter.
L’autore è quel geniaccio di Chris Crawford, uno dei videogame designer più famosi degli anni ottanta (Balance of Power) e primi anni novanta, e autore, tra l’altro, di libri come De Re Atari (latinorum) e di uno dei più famosi speech nel mondo dei videogame, The Dragon Speech.

Tutta questa mega introduzione per un solo, semplice concetto: sono giunto ad un bivio.

Mi è sempre più difficile scrivere su questo blog in italiano, sapendo che ciò significa trovare una ottima scusa per non scrivere la stessa cosa in inglese. Così facendo, perdo l’occasione di essere ascoltato da persone al di fuori dell’Italia.
Un peccato, vero?

Ecco quindi il mio ragionamento, anzi il mio dilemma: rimanere in italiano, o passare definitivamente all’inglese?

Infine, un’altra idea mi sta venendo in mente: il mio blog potrebbe essere una ottima occasione per mantenere contatti e allargare la mia “sfera d’influenza”, ma non ho tempo di gestirlo. Mi piacerebbe trovare una persona disposta a gestirlo in mia vece, ma che invece del vile denaro desideri avere ben di più: l’esperienza di lavorare al raffinamento di un “prodotto” con qualcuno (me) che ha delle esigenze peculiari, e disposto a fornire al suddetto qualche buona ora di coaching/mentoring su carriera/lavoro e simili, relativi al mondo IT.
Ho scritto una roba contorta ma spero di essermi spiegato, vero?
Sintesi brutale: non voglio spendere soldi per mantenere il mio blog, ma sono disposto a fornire le mie competenze in cambio di qualcuno che voglia investire pochissime ore a settimana per lo stesso.
Il titolo di questa idea potrebbe essere: cercasi blog manager, si paga in natura. Fico no?

Interessato?
Mandami una email a simone punto brunozzi at gmail.