Simone Brunozzi

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Che cos’è la creatività?

Bella domanda. Tosta. In apparenza impossibile.
Me lo domando da anni.
Che cos’è la creatività? Come cambia da paese a paese?
Come si misura?

Per qualche strano motivo, associo la creatività al fatto di guardare un qualcosa, e avere l’istinto di sorridere, compiaciuto. Provare stima per quel guizzo di intelligenza, di fantasia, che quella persona ha avuto nel creare quel qualcosa.

Se il ragionamento è questo, potrei definire creatività come:
1) La capacità di dare risposte che fanno sorridere.
Oppure:
2) La capacità di dare risposte inaspettate, e più vicine al vero di risposte più scontate.
Oppure:
3) La capacità di avvicinarsi al vero più di noi. (perchè evidentemente se sorridiamo è perchè non avevamo pensato a QUELLA risposta, ma a qualcosa di “peggiore”).

E ora la butto lì: essere creativi significa anche rispondere alla domanda “Che cos’è la creatività?” meglio di quanto non abbia fatto io.
Ci provate?

Domandine aggiuntive, opzionali:
4) Pensate che gli italiani siano particolarmente creativi?
5) Se sì, cosa ve lo fa pensare?
E riprendo: 6) Come misuriamo la creatività?

Attendo speranzoso qualche contributo creativo!

Category: grok, italia

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3 Responses

  1. Emanuele says:

    Carissimo,
    io vedo due tipi di creatività; la prima è ovviamente quella classica, ovvero la creazione di un’entità (concreta o astratta) che prima non c’era.
    La seconda è invece la capacità di vedere connessioni nuove tra cose che già esistono.
    Le due capacità sono complementari, nel senso che sono entrambe il motore dell’innovazione; come misurarle pero’ non saprei… direi che ci sono degli indicatori indiretti che si possono osservare dal modo di porsi delle persone verso l’esistente. Chi si sveglia alle 6:30 e metodico timbra il cartellino, segue le procedure, borbotta ma non agisce, torna a casa e la vuole in ordine, odia gli imprevisti… beh, difficilmente produrrà qualcosa di creativo.
    Per quanto riguarda gli Italiani, io penso che siano creativi solo in modo egoistico: sono creativi solo quando fa comodo a se stessi, al massimo al proprio inner circle. Se ci fai caso, le genialate creative italiane sono SEMPRE individuali.

  2. Diego Russo says:

    La creativita` e` la capacita` di vedere le cose, situazioni, persone, da un punto di vista diverso da quello convenzionale. Molto spesso si sorride, altre volte si rimane semplicemente senza parole. Concordo con te sulla seconda risposta che hai dato, un altro punto di vista che si avvicina di piu` della visione tradizionale o che semplicemente ti apre un pochino di piu` la mente.
    Non a caso si dice che i bambini hanno una creativita` senza confini: questo perche` loro non conoscono (ancora) convenzioni, non conoscono le visioni tradizionali delle cose e molto spesso si rimane stupiti dalla loro creativita`, dalla loro fantasia. Crescendo poi si aquisisce l’esperienza e la creativita` potrebbe venire meno.
    C’e` chi la creativita` la perde, c’e` chi invece razionalmente ne capisce il potenziale e la coltiva. Queste persone sono quelle che a volte definiamo “scomode”, “rivoluzionarie”, “controcorrente”.
    Gli italiani si, sono creativi. Per lo meno comparati agli inglesi. Pero` spesso la creativita` si accompagna con lo spirito di sopravvivenza o per trarne un personale vantaggio (o al massimo per una cerchia ristretta di persone). Ovviamente ci sono le eccezioni, pero posso dire che l’italiano e` una persona dinamica, che messo davanti ad una situazione sconosciuta (soprattutto dal punto di vista lavorativo) sa sempre come uscirne utilizzando tutta la sua creativita` e fantasia (spirito di sopravvivenza + sano egoismo).
    Gli italiani sono creativi solo se motivati realmente.
    Come si puo` misurare la creativita`? Purtroppo non riesco a trovare una regola razionale per misurare la creativita`. E` un po` come chiedere: sei felice? quanto? Dipende sempre dallo strumento di misurazione, che in quanto “umano”, non rispetta le leggi della razionalita` :)

    My 2p.

  3. Paolo says:

    Ciao, provo a dare una risposta a una domanda che anche io mi sono posto tante volte. Chiaramente il discorso è un po’ più complesso di quanto si possa scrivere qui.. :)
    Io credo che sia limitativo dire che le persone creative riescono a seguire strade non scontate o che altri non vedono.
    La creatività, secondo me, è quella capacità che ti consente di creare immagini senza confini, nè di spazio nè di tempo (e tutti ne saremmo capaci, basta allenarsi). Ogni opera parte infatti da una immagine creata nella testa di una persona, da un progetto. Le persone creative riescono a uscire dagli schemi rassicuranti delle cose già viste e già fatte e pensano a immagini focalizzate su quello che la loro opera deve essere, e difficilmente ci sono le stesse soluzioni per due problemi che magari anche solo nel tempo si differenziano comunque. Gli stessi confini dell’opera non vengono visti come limiti ma come potenzialità, rendendo di fatto il lavoro comunque proiettato verso l’infinito.
    Un pittore non chiude certo la sua opera dentro la cornice. Siamo abituati a legare la creatività alle arti perchè l’arte consente la massima libertà di espressione, si parte sempre da un foglio bianco. Eppure potrebbe non essere meno creativo di Stephen King il tecnico che deve cablare una sala server,o anche solo un rack, o installare uno storage. Se si riesce a dare al proprio lavoro un respiro e un immaginario che vanno al di là del lavoro stesso, si è creativi.
    Il discorso è molto complesso, ma ci si dovrebbe sempre chiedere se quello che si fa sul proprio lavoro, o nei rapporti, ha un valore limitato oppure no. Se si riesce a pensare a quello che potrebbe essere o che sarà e immaginare tutto il contorno e non solo lo spazio dentro la cornice e immaginare anche il futuro, ogni nostro progetto o relazione saranno molto più ricche di dettagli e di potenzialità.
    Ho buttato anche io i miei due cent (di euro che ormai vale meno della mitica pizza di fango del camerun).
    Ciaooooooo