La verità è che non sei bravo abbastanza (“mafedebaggis)

Ho appena letto il post “La verità è che non sei bravo abbastanza“, di Mafe.
Devo dire che stimo Mafe più o meno da quando la conosco, ma soprattutto la stimo molto ultimamente, perchè è una delle poche persone che abbia il coraggio di dire cose “scomode”. Da non confondere, per piacere, con Brunetta.

In questo caso sono d’accordo.
La verità è che non sei bravo abbastanza.

Anzi, vi dico di più.

Tutti noi abbiamo una FORTE opinione su come il lavoro debba essere regolamentato. Ognuno di noi pensa di sapere quale è la formula magica.
Inevitabilmente succede che:
– Se sei un imprenditore, ti lamenti che se ti càpita una persona incapace, o qualcuno che all’improvviso vuole smettere di essere produttivo, non sei mai in grado di cacciarlo via, e te lo devi tenere a peso morto;
– Se sei un lavoratore, ti lamenti continuamente che il tuo datore di lavoro ti sfrutta, ti paga poco, eccetera.

Questo problema può essere definito come quello della “coperta troppo corta”. Il problema non è tanto il modo in cui regolamentiamo il lavoro; il problema vero è che in Italia non siamo competitivi come altrove, e che in Italia siamo particolarmente bravi a lamentarci e fare le vittime.

Ora la sparo grossa: secondo voi, cosa succederebbe se introducessimo una riforma del lavoro che permette il licenziamento di qualunque lavoratore in 30 giorni? E che al tempo stesso permettesse una rapidissima risoluzione di controversie legate ai contratti di lavoro? E che riformasse i sindacati per renderli NON strumenti di raccolta voti, ma strumenti VERI di tutela dei lavoratori?

Suona forte, come idea, vero?

Beh, tanto per capire quanto poco ne sappiamo (si, mi ci metto anche io), segnalo un po’ di link che possono fare un po’ di luce sulla questione… E magari toglierci dalla mente un po’ di preconcetti.

Job Security
Labour Market Flexibility
Job Security Index

p.s. il sottoscritto si è dimesso da ben DUE impieghi pubblici a tempo indeterminato. Il che significa due cose: la prima è che sono recidivo; la seconda è che non parlo dall’alto della mia torre d’avorio, protetto da chissà cosa.

  • Emanuele

    Mhh.
    Dire che il quarantenne medio non ha un grande successo perchè “non è bravo abbastanza” mi sembra una sciocchezza, soprattutto paragonato ai cialtroni della generazione precedente che come merito hanno avuto solo di esserci al momento favorevole.
    Quindi rifiuto in toto qualunque discorso sull’argomento, anche se condivido il resto del tuo ragionamento.

  • http://www.brunozzi.it simone

    Ciao Ema!! Io personalmente non ho parlato di quarantenni, ma semmai parlavo in generale. Quindi direi che siamo d’accordo :)