Simone Brunozzi

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Narcissus

Faccio i complimenti ad Antonio Tombolini e ai ragazzi di Simplicissimus Book Farm.
Da pochi giorni è online Narcissus, una piattaforma per il self-publishing di libri.

Se hai un libro nel cassetto, è il momento di tirarlo fuori. Una volta avevi la scusa che nessun editore ti voleva pubblicare. Ora non hai più scuse :)

Il problema è di Geox, o della rete?

Tre settimane fa vi segnalavo un mio problema con Geox.
In breve:
- Acquisto un paio di scarpe Geox a Singapore.
- Dopo pochi giorni, le scarpe sono già danneggiate, vedi foto sotto.
- Mi reco al negozio che gentilmente me le sostituisce con un paio nuove.
- Dopo pochi altri giorni il problema si ripresenta. Tra l’altro, in una situazione in cui non era facile trovare altre scarpe, ma tant’è.

In rete molte persone commentano, linkano, e così Geox viene a sapere di questa piccola disavventura.

In data 30 ottobre mi risponde la gentilissima Cristina, dell’Ufficio Stampa Geox.
Tra le altre cose, mi scrive:

Dalle nostre verifiche è emerso che, su un quantitativo di paia limitato disponibili a Singapore, c’è stato qualche altro caso di lacerazione della fodera.

Ah, benissimo. Già lo sapevate.
E quindi, cosa avete fatto per risolvere il problema?

In seguito a questi inconvenienti abbiamo allertato i nostri Dipartimenti di Controllo Qualità e di Ricerca & Sviluppo, che non hanno potuto ovviamente intervenire sulla collezione ormai presente in negozio.
L’azienda si è però attivata, sostituendo come da prassi le calzature danneggiate ai consumatori finali.

Questa mi sembra una mossa poco intelligente, o una politica aziendale poco attenta al cliente.
Cara Geox, continui a vendere scarpe ai tuoi consumatori, sapendo già che alcune di queste si lacerano dopo poco tempo?
E’ questa la qualità che Geox offre ai propri consumatori?
E’ questo quello che ottengo quando pago 125 Euro per un paio di scarpe?

Ma il problema, secondo me, non è di Geox.
E’ della rete.

Il problema è che abbiamo tutti da fare, che tutti ci lamentiamo che le cose vanno male, ma poi non facciamo quasi mai nulla per cambiare le cose.
E la rete, con il suo grande potere di comunicazione, non è diversa.

Qui c’è l’opportunità di dire non solo a Geox, ma a tutte le aziende del mondo, che se un prodotto è difettoso, va ritirato dagli scaffali… Altrimenti i consumatori non si fidano più e non comprano più.

E oggi, invece di leggere svogliatamente questo post, e poi spostarsi ad altre letture, questa famosa rete, questi Online Social Media che cui tanti “esperti 2.0″ lodano, potrebbero darsi una svegliata e far arrivare DAVVERO il messaggio a chi di dovere.
Io, per conto mio, rimango in attesa del mio rimborso, con poche speranze.

Ma forse questa faccenda di un paio di scarpe è poco importante.
E allora, ditemi questo: chi, dopo aver letto da Nicola Mattina della faccenda di Raphael Rossi, ha fatto qualcosa?
Nemmeno questa è una questione importante? Il travaglio di una persona onesta che sta pagando di tasca sua la difesa legale delle sue azioni, dopo aver fatto risparmiare allo Stato milioni di Euro?

Fatemi concludere così. Questo non è un problema solo italiano. E’ un problema generale.
Le persone tendono a lamentarsi, a pretendere, ma poi quando si tratta di fare qualcosa, molti si girano dall’altra parte. Fanno finta di niente.

Ecco, se questo post ha uno scopo, lo scopo è questo: farti pensare per un attimo a quello che fai TU, lettore, per far andare meglio il mondo. Se fai poco, o niente, forse è il momento di darsi una mossa.
E questo suggerimento, ovviamente, vale anche per il sottoscritto.

Certe volte

Certe volte vorresti che il mondo rallentasse un pochino, quel tanto che basta per prendere un giorno di pausa, o forse due, rilassarti un po’ e poter scrivere.
Dare fiato al tuo spirito di osservazione, guardarti intorno e poter registrare le tue impressioni nella tua memoria, poterle anche ricordare dopo. E non avere questo enorme senso di fretta che ci accompagna nelle nostre vite impegnate di tutti i giorni.
Ma no, non serve che una cosa del genere sia permanente. Basterebbe, così, ogni tanto, una volta al mese, o giù di lì.

Oggi sono in India, a Bangalore.
E mi rendo conto di una cosa.

Quando leggo un libro, lo scrittore mi piace se è una persona “vissuta”. Se ha avuto esperienze tali da riuscire davvero ad arricchire le sue parole. Da avere avuto così tante esperienze, da dover dire sconsolato: “Questo è quello che sono riuscito a scrivere. Perdonami, ma tutto il resto non l’ho ancora scritto. E’ troppo.”
Ecco, questo è lo scrittore che mi piace.
E mi piace pensare che io mi piacerei, come scrittore.
Ma non come scrittore professionista.
Basterebbe, così, ogni tanto, una volta al mese, o giù di lì.

Ho in mente un libro, che verrà appena iniziato e mai finito. Inizia, e finisce, così:

Era simpatica solo quando beveva.
E per fortuna beveva molto.

E ho in mente un’altra cosa, una frase per me geniale.

C’hai poco da strigne.
(strigne = stringere)

Questa frase è l’elegante sintesi di questa roba qui, di Giuseppe Gioacchino Belli, che adoro altrettanto.

La Verità è ccom’è la cacarella,
che cquanno te viè ll’impito e tte scappa
hai tempo, fijja, de serrà la chiappa
e stòrcete e ttremà ppe rritenella.

E accusí, ssi la bbocca nun z’attappa,
la Santa Verità sbrodolarella
t’essce fora da sé dda le bbudella,
fussi tu ppuro un frate de la Trappa.

Renzi

Ho seguito, a tratti, ciò che Renzi ha fatto negli ultimi anni.
Credo che questo discorso riassuma tutto il suo carisma. Da vedere.

Qui la sua pagina su Wikipedia. Matteo Renzi ha 35 anni. Complimenti.

E questo a prescindere da qualsiasi preferenza politica.

Umilmente

Negli ultimi tempi, leggo spesso di italiani che guadagnano posizioni prestigiose in aziende internazionali.
Ultima, quella di Michele Campeotto, che è stato da poco assunto da Apple, e dalla California lavorerà alle nuove versioni del sistema operativo per iPhone.
Grande!

“Rubo” metà di questa foto, simpaticissima, dal suo sito. Adoro anche il titolo, “E’ ora di fare le persone serie”.

Come mai vi dico questo?
Perchè, leggendo di tutti questi talenti italiani, spesso in fuga verso paesi lontani, mi viene da pensare che il mondo è pieno di persone in gamba, che a volte non sbandierano i loro successi ma non per questo sono meno meritevoli di lode.

Mi piacerebbe, invece, leggere di quegli italiani che hanno successo in Italia, e di aziende italiane che riescono ad imporsi a livello internazionale, e far parlare di sè. Sarebbe bello.

Tornato dalla Tailandia

Bellissima. Solo cinque giorni, ma spero di poter tornare e stare più a lungo.
Ecco una delle tante foto speciali, scattata a Phi Phi Island.

Prossime tappe

Novembre è un mese un tantino impegnativo.

Tailandia

Io e la santa che vive con me andiamo in Tailandia per cinque giorni. Phuket, Phi Phi island, e compagnia bella.
Ferie totali, assolute. Aaaah, non vedo l’ora. Il volo parte tra 20 minuti!

Per i ladri interessati a visitare casa mia a Singapore: troverete un centinaio di rupie indiane (valore, un euro e mezzo), qualche piatto, qualche vestito, e un po’ di casino. Ah, occhio ai gechi e alle formiche. Se passate, lasciate un bigliettino di saluto!

Per gli altri: godetevi l’Italia :)

La giornata del mestolo

Voi non lo sapete, ma oggi, in casa Brunozzi-DiFabio, è la giornata del mestolo.
La storia del mestolo si perde nella notte dei tempi. Ovvero la notte appena passata.
Ed è un turbinìo di cattivi epitaffi, insulti, solletichi e lotte intestine che hanno logorato il letto, i due pelouches Ippo e Cricchio, e seriamente minato la stabilità della vita coniugal-sentimentale.
Insomma, un casino pazzesco. E tutto per un mestolo!
Un giorno racconterò tutta la storia ai miei nipotini, che non ci capiranno una mazza. Ma per il momento, se tengo alla mia vita, devo mantenere il segreto. Non lo dite a nessuno :)

Lavare i piatti col martello

Lavare i piatti col martello.
Oppure, sul dilemma di avere od essere:
è meglio avere un mucchio di soldi, o essere schifosamente ricchi?

Luca Sartoni, caro amico che stimo dal primo giorno in cui ci siamo conosciuti, parla di come diventare Guru in 10 mosse.
Un talk ben fatto, “inspirational”, snello e divertente.
Bravo Luca.

A questo punto mi viene da pormi una domanda per poi rispondermi:
in cosa considero Luca un esperto?

1) Nelle relazioni umane (per scopi professionali, o semplicemente per il gusto della cosa in sè)
2) Nei social media (anche grazie al punto 1)
3) Nella fotografia, nei video;
4) Nella professionalità. Questa è da spiegare: secondo me Luca è professionale. Sa gestire relazioni di business, rapporti con clienti o fornitori, situazioni problematiche, in maniera molto professionale ed efficiente.
5) Nella generosità: ovvero nel ringraziare quando dovuto, nel citare quando dovuto, nel lodare quando dovuto. Il che può essere vista come una “expertise” in sè, oppure come parte integrante del punto successivo…
Ultimo, ma non ultimo:
6) Luca è un leader. In erba, ancora da “sbocciare”, ma un leader.

E voi, in cosa vi ritenete esperti?
Siete d’accordo con l’analisi di Luca? C’è altro da aggiungere?