Dec 4, 2010
23 and me
23AndMe è una giovane azienda americana, fondata da Anne Vojcicki, moglie di Sergey Brin, che a sua volta ha fondato Google insieme a Larry Page. Il nome è ispirato alle 23 coppie di cromosomi che costituiscono una cellula umana.
Questa azienda permette ai suoi clienti di fornire campioni di saliva per poi analizzarne il DNA, per vari scopi: prevenzione di malattie o particolare suscettibilità ad alcune specifiche malattie, comprensione di aspetti della propria vita legati al proprio patrimonio genetico (perdita di capelli, muscolatura, propensione a problemi particolari), eccetera.
Da alcuni giorni, fino al 25 dicembre 2010, è possibile acquistare un “kit” per 99 dollari, invece dei soliti 499 (in entrambi i casi vanno aggiunte le spese di spedizione, circa 40-45 dollari se al di fuori degli Stati Uniti). Mi sono quindi deciso a comprarne uno, che mi è arrivato a casa ieri. Ecco una foto che ritrae il kit appena aperto.
Qui invece potete vedere il contenitore di plastica in cui inserire la propria saliva.
Una volta completata la semplice procedura, basta inviare il campione alla sede centrale di 23AndMe e attendere alcune settimane per i risultati.
Qui potete trovare una sorta di “wikipedia” specifica per cose relative a DNA e genetica: SNPedia.
Mi rendo conto che la “questione” genetica è molto delicata.
Vengono subito in mente diverse domande:
- Voglio davvero sapere cosa mi “riserva” il mio patrimonio genetico?
- Quanto sono accurate le informazioni che raccolgo? Sarà vero che il mio patrimonio genetico mi predispone, per esempio, ad avere un infarto entro i sessant’anni? Ovviamente certe cose non dipendono dalla genetica, ma ne sono influenzate.
- Come vengono trattati i miei dati? Come vengono mantenuti riservati? Quale Privacy policy viene applicata?
- Questa è la situazione nel 2010… Ma cosa succederà tra cinque, dieci anni? Le compagnie di assicurazione inizieranno ad usare il DNA come strumento per far pagare di più i clienti più a rischio? O più in generale, ci saranno discriminazioni dovute al proprio DNA?
Queste sono questioni importanti, filosofiche, etiche, e pratiche.
Ma rimanendo nella pratica, ritengo utile poter capire di più del mio patrimonio genetico, e per questo ho deciso di fare questo passo.
23AndMe gestisce anche dei sondaggi per capire meglio come il DNA influenzi le caratteristiche di noi esseri umani.
Eccovi alcuni esempi, con i miei risultati e quelli complessivi raccolti finora, in PDF.
1) 23andMe_physical-results
2) 23andMe_hair-loss
E voi, cosa ne pensate?


Ne ho fatto uno anch’io. E vuoi sapere che cosa ho imparato? Niente di più di quanto non potessi immaginare dall’analisi della storia clinica di mio padre e mia madre.
“Quanto sono accurate le informazioni che raccolgo? Sarà vero che il mio patrimonio genetico mi predispone, per esempio, ad avere un infarto entro i sessant’anni? Ovviamente certe cose non dipendono dalla genetica, ma ne sono influenzate.”
Posso dirti quel poco che conosco… Gli alleli (considera i geni come classi e gli alleli come istanze… es. il gene del colore degli occhi, l’allele degli occhi azzurri) raramente contribuiscono ad una caratteristica dell’individuo singolarmente. Comportamenti complessi (come l’infarto) sono determinati dall’interazione combinata di diversi alleli (alcuni dominanti, altri recessivi), oltre che come hai giustamente ricordato, dell’ambiente circostante e dalla vita vissuta. Per questo motivo capisco perché la 23andme faccia anche sondaggi del tipo che hai descritto.
P.S. Se non sbaglio, ma vado a memoria, un gene che determina singolarmente una caratteristica individuale è quello che si manifesta con uno di questi due alleli: “puoi arrotolare la lingua” o “non puoi arrotolare la lingua”.
Questo tipo di esami diventeranno sempre più frequenti nel corso degli anni, e col tempo aumenteranno la loro specificità.
Il problema inizierà quando qualcuno ti chiederà quei dati per assumerti in qualche call center, ma allora non sarà un problema etico, sarà sicuramente troppo tardi.
Un altro dubbio e che creino delle false illusioni e inibiscano i fattori ambientali e stili di vita, tipo “non sono a rischio di malattia cardiovascolare. Allora che vuoi che sia una sigaretta al dì!”
Sicuramente è un settore in rapida evoluzione che darà interessanti contributi, ma restando questi legati all’individuo, non li considero utili per il benessere della società. Ma su questo punto spero di sbagliarmi. Ciao
Questo link esplora alcune delle questioni che poni
http://gizmodo.com/5524729/looking-into-my-genome-reveals-risks-ill-never-unsee
Io penso che la prospettiva da Gattaca di questo genere di cose mi fa abbastanza schifo….