Nov 10, 2010
Certe volte
Certe volte vorresti che il mondo rallentasse un pochino, quel tanto che basta per prendere un giorno di pausa, o forse due, rilassarti un po’ e poter scrivere.
Dare fiato al tuo spirito di osservazione, guardarti intorno e poter registrare le tue impressioni nella tua memoria, poterle anche ricordare dopo. E non avere questo enorme senso di fretta che ci accompagna nelle nostre vite impegnate di tutti i giorni.
Ma no, non serve che una cosa del genere sia permanente. Basterebbe, così, ogni tanto, una volta al mese, o giù di lì.
Oggi sono in India, a Bangalore.
E mi rendo conto di una cosa.
Quando leggo un libro, lo scrittore mi piace se è una persona “vissuta”. Se ha avuto esperienze tali da riuscire davvero ad arricchire le sue parole. Da avere avuto così tante esperienze, da dover dire sconsolato: “Questo è quello che sono riuscito a scrivere. Perdonami, ma tutto il resto non l’ho ancora scritto. E’ troppo.”
Ecco, questo è lo scrittore che mi piace.
E mi piace pensare che io mi piacerei, come scrittore.
Ma non come scrittore professionista.
Basterebbe, così, ogni tanto, una volta al mese, o giù di lì.
Ho in mente un libro, che verrà appena iniziato e mai finito. Inizia, e finisce, così:
Era simpatica solo quando beveva.
E per fortuna beveva molto.
…
E ho in mente un’altra cosa, una frase per me geniale.
C’hai poco da strigne.
(strigne = stringere)
Questa frase è l’elegante sintesi di questa roba qui, di Giuseppe Gioacchino Belli, che adoro altrettanto.
La Verità è ccom’è la cacarella,
che cquanno te viè ll’impito e tte scappa
hai tempo, fijja, de serrà la chiappa
e stòrcete e ttremà ppe rritenella.
E accusí, ssi la bbocca nun z’attappa,
la Santa Verità sbrodolarella
t’essce fora da sé dda le bbudella,
fussi tu ppuro un frate de la Trappa.