Simone Brunozzi

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La verità su OpenOffice vs Microsoft Office

Prendo spunto da un post di Pollycoke, e voglio dire la mia.
La verità è molto vicino a quella che vedete nel video qui sotto… E per quanto si possa parlare di ideologie, mercati, trasparenza, lock-in, la realtà è ciò che conta per chi ci lavora, con questi strumenti.
La mia posizione lavorativa mi impedisce di parlare apertamente di aziende che si occupano di tecnologia. Se mai un giorno questo vincolo decadrà, vi prometto che pubblicherò dei miei pensieri, piuttosto “forti”, sul panorama tecnologico… Per ora, posso solo lasciarvi con la curiosità.

Category: tecnologia

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  • 15/10/2010 at 04:53 stefanoBR
    Uso Word da quando è uscito per il Mac Plus, anno 1985/6 nella versione WYSIWYG, considero la versione Word 5.1 per Mac tuttora ineguagliata. Un Word per windows appena dignitoso, è stato rilasciato nel 1989, se ricordo bene. Excel ha avuto un progresso più strano, ho inziato a usarlo su CP/M, poi seguito dalla versione per Mac, e si chiamava Multiplan, nell'85 è stato notevolmente potenziato e gli è stato dato il nome di Excel, un software fenomenale, per noi che facevamo dal calcolo di strutture, le tabelle materiali fino alle distinte base. Le attuali versioni di Word ed Excel non hanno nemmeno lontanamente la facilità e l'eleganza dei lontani progenitori degli anni '89/'90.
  • 15/10/2010 at 04:54 stefanoBR
    Purtuttavia La scelta di software alternativi può effettivamente rivelarsi un disastro, se le formattazioni sono importanti. A volte si perdono le formattazioni pur usando lo stesso programma/stessa versione, solo leggendo il file in altro computer. Quindi, io direi che se dobbiamo produrre documentazione da aprirsi su computer diversi, è sempre meglio standardizzare al massimo. Se non è importante la interoperabilità, andare su open source è un risparmio.
  • 15/10/2010 at 04:57 stefanoBR
    E non venitemi a dire che non serve un sistemista per gestire una rete efficiente di computer sotto windows.
  • 15/10/2010 at 06:29 fabriziovenerandi
    verità è una parola un po' grossa. openoffice è un brutto programma, troppo grosso, pieno di bachi e con una gestione che li aumenta man mano che li corregge. detto questo, office non è una alternativa intelligente; "la perdita di formattazione" di openoffice nei confronti delle fonti esterne lamentata dallo spot microsoft deriva da microsoft stessa che utilizza un formato proprietario e non documentato per i propri file.
  • 15/10/2010 at 07:10 dedo
    Io ho buone aspettative su OpenOffice.org by Oracle, mi sembra già nettamente migliorato dal punto di vista della velocità. E Oracle potrebbe offrire supporto tecnico.
  • 15/10/2010 at 07:15 fabriziovenerandi
    da quando è passato sotto oracle, se faccio due ricerche consecutive in un form, si chiude tutto.
  • 15/10/2010 at 07:16 simone brunozzi
    fabrizio: io cercavo di dare un taglio pratico. Non importa da dove derivi... La situazione di oggi è questa.
  • 15/10/2010 at 07:19 fabriziovenerandi
    @simone Se si parla di compatibilità con microsoft, ripeto, è mal posta imho. openoffice apre male i documenti di microsoft per colpa di microsoft. che la microsoft se ne lamenti in uno spot è perlomeno curioso.
  • 15/10/2010 at 07:23 Alb.
    quella presentazione nel filmato e' chiaramente uno spot. non ha nulla di oggettivo, insomma non e' una cosa seria. e' advertising (cattivo advertising). e' stra-evidente, che se hai bisogno di compatibilita' assoluta senza toccare una virgola devi usare lo stesso programma, addirittura sulla stessa piattaforma (perche' passare da word mac a word win puo' dare problemi), ovviamente (!) con gli stessi font. e' evidente che il linguaggio macro di openoffice non sara' assolutamente identico a quello microsoft (nemmeno il c supportato dal compilatore di una certa ditta e' COMPLETAMENTE identico al c supportato dal compilatore di un'altra ditta, e li' c'e' un comitato di standardizzazione all'opera). l'openoffice supportato in teoria c'era, era staroffice e si pagava. per l'uso modesto che faccio io di questo genere di programmi, trovo openoffice adeguato e sufficientemente stabile (su linux). trovo ms office 2007 detestabile come interfaccia utente, ma e' un fatto soggettivo. insomma un video che diffonde fud gratuito, senza...
  • 15/10/2010 at 07:29 SanfredianinoDoc
    per quello che vale OOo apre tranquillamente documenti di MS Office che l'ultima versione di MS office non apre più. In più l'ODF è uno standard certificato ISO e aperto mentre l'OOXML di microsoft ha ancora problemi. Per me comunque OOo è una suite con cui si possono fare tranquillamente le stesse cose che fa MS Office.
  • 15/10/2010 at 08:41 Romak
    Simone, hai preso una botta in testa? Sisi, l'hai presa, l'hai presa.
  • 15/10/2010 at 08:57 simone brunozzi
    Romak: punto di vista PRATICO... :)
  • 15/10/2010 at 10:05 Romak
    sisi, lo so, ma secondo me il senso pratico riesce a spiegare come mai un sacco di gente ancora fa fatica (e ora non più tanto) a passare all'open source nel mercato consumer, ma in ambito aziendale il non passaggio a prodotti open source spesso è dettato da pregiudizio e incompetenza. Perché una grande azienda (come pure un grande ente pubblico) ha tutto da guadagnare a passare all'open source, certo, lo devi fare non andando a caso, ma con una certa professionalità.
  • 15/10/2010 at 10:11 Craiv
    io ho pianto sangue per usare OOO al lavoro e ho dovuto lasciar perdere, mi ha fatto fare un sacco di figuracce che potevo risparmiarmi (impaginazione, figure che sparivano, incompatibilità dell'inclusione dei grafici...)
  • 15/10/2010 at 10:18 Craiv
    @fabriziovenerandi scusa ma .doc è documentato fino alla nausea. Vai su MSDN.
  • 15/10/2010 at 10:20 Craiv
    @Romak: e di grazia, quale azienda è così "fortunata" da dover scambiare documenti che siano modificabili solo al proprio interno?
  • 15/10/2010 at 10:50 fabriziovenerandi
    @craiv andato, hai ragione da un paio di anni sono documentati
  • 15/10/2010 at 11:35 Romak
    @craiv mah, credo ce ne siano tante per le quali il gestire l'invio di documenti all'esterno modificabili potrebbe essere gestito a un costo molto minore del risparmio ottenuto con l'open source, ma è solo una supposizione. Per le PA invece il discorso è molto diverso, perché possono fregarsene dell'interoperabilità nella maggior parte dei casi. Visto che i clienti sono i cittadini (sui quali il risparmio della PA stessa ricade) e i fornitori si adeguano (se vogliono lavorare con la PA). Questo semplificando, naturalmente.
  • 15/10/2010 at 15:06 simone brunozzi
    Romak, non sono d'accordo... il problema è proprio che ai clienti finali NON conviene quasi mai.
  • 15/10/2010 at 15:53 Romak
    Simone dipende di cosa is parla, mi fai un esempio nel quale non conviene all'utente finale, in caso di PA? Non riesco veramente a immaginarmelo :(

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3 Responses

  1. Excusatio non petita …

  2. simone says:

    Roberto: :)

  3. massimo says:

    da vecchio lettore di ubuntista mi aspettavo qualcosa di più, probabilmente la tua attuale posizione non ti permette di esprimerti con chiarezza, e di questo mi dispiace, anche se le premesse sembrano interessanti.