Aug 14, 2010
La soluzione di tutti i problemi
Oggi penso molto.
Penso che la soluzione di tutti i problemi sia molto più semplice di quanto si creda.
Prostituzione? Se i clienti smettono di chiedere servizi, le prostitute cessano di lavorare. I magnaccia si stufano, vanno altrove.
Ambiente? Le vacche inquinano più delle auto. Se i consumatori smettono di mangiare carne di vacca, l’inquinamento si riduce. Il disastro ambientale della fauna marina si ridurrebbe drasticamente se smettessimo di mangiare pesce, e quindi di alimentare l’industria ittica.
Evasione fiscale? Se i clienti esigono una ricevuta sempre, l’evasione non esiste.
Tuttavia, i puttanieri non smetteranno di andare a puttane, la carne e il pesce non scompariranno dalle tavole, gli evasori continueranno ad esistere.
Finchè…
Finchè i giusti incentivi non saranno in gioco.
A chi tocca mettere gli incentivi giusti? Ai politici.
Chi guida i politici? Chi li vota.
Chi vota? Noi.
Purtroppo, la soluzione sarebbe semplice, ma non esiste ancora un modo pratico ed efficace per donare ad un popolo una sorta di intelligenza collettiva.
Dovremmo essere più api, più formiche, e spendere meno tempo a guardare la TV.
Purtroppo non siamo api né formiche, siamo esseri umani ed è indubbio che siamo diversi da quasi la totalità degli altri animali sulla terra e a volte, pare che siamo diversi in senso molto negativo.
Però concordo sulla televisione, troppo a senso unico, niente feedback, nessuna possibilità di rispondere, neanche quando qualche bel viso attraente insulta te e la tua intelligenza.
Mi spingerei a definirla (nell’insieme di come funziona e non dal punto di vista tecnico della trasmissione radio) uno o IL peggior mezzo di comunicazione mai esistito.
Mi intrometto solo riguardo al discorso televisione. Anche io penso sia il peggior mezzo di comunicazione mai esistito, nel senso che ha portato troppa capacita’di trasmetter unilaterlment informazione a scapito di una quasi inesistente possibilita’ di selezione e interattivita’.
Pero’ guardiamo la faccenda dal punto di vista storico-evolutivo: quanto e’ durata la vita della televisione? bene o male 50 anni. Tra 10 anni ci sara’ solo Internet, che e’ in pratica una TV con possibilita’ di selezione e interattivita’.
I libri durano da millenni, la parola da anche prima, la fotografia da piu’ di 150 anni.. la tv e’ stato un mezzo che ha resistito solo 50 anni di storia umana.. un prezzo da pagare per ottenere Internet (e simili), purtroppo ce lo siamo beccati noi :P
Le brutte abitudini sono dure a morire.
La televisione (sempre intesa come sistema comunicativo d’insieme) in “solo” 50 anni ci ha dato pessime abitudini. Internet è diverso sotto molti punti di vista, è indubbio, ma in 15 anni non credo abbia seriamente intaccato il sistema televisione.
Ci vorrà parecchio altro tempo in ogni caso.
E cosa vogliamo escogitare per “creare” questa “mente collettiva?”.
A parte le solite questioni personali che tali rimangono…che vogliamo fare?
“Purtroppo, la soluzione sarebbe semplice, ma non esiste ancora un modo pratico ed efficace per donare ad un popolo una sorta di intelligenza collettiva.”
I believe that the solution exists. And it’s name is Internet. You’re talking about a distributed intelligence. This sentence hits the problem straight inside its own core, in its hearth. Think about the human brain. It can do “all the job” thanks to its super connected cells. It can elaborate not just through its insulated neurons. It can elaborate because its neurons are interconnected trough billions of synapsis. It makes us thinking thanks to these natural and spectacular net. It makes us sensitive thanks to this net. It helps us memorizing thanks to this net. Our memories are portions of this net. Our capacity of linking memories and produce “other intellective stuff” is due to other linked cellular groups. Just because I’m used to consider the nature as a credible model, ops … perhaps the only concrete credible model, I think that Internet can be for our society, what synapsis are for our brain. It’ll take time, of course: thousands years ago, our houses were caves. It took two millenniums before having the first person who told us that the earth turns around the sun. If you’re asking why I’m commenting your post in English and not in Italian, it’s just because I want to take the opportunity of introducing a first important step that, for me, should be quickly discussed at the higher political levels: the world needs a common universal language. English, Spanish, Arabic, Esperanto, Swaily. I don’t care about this issue. Chose one of these and write a new rule on every National Modern Constitution. It’ll must be the first one: “Every human being will be taught the universal language”. I bet that the world’s rules will be upset in just a couple of decades. Naturally, I’m not the first fellow who has told this story since the big bang. But I think that sitting around the big table will not be so difficult for UN guys. History told us that the big table hasn’t got chairs yet. Can we solve this setback with a good carpenter? :-)
P.S.: My English is pretty much so so. Please, … excuse errors.
Stefano, ottima idea… Ma non funzionerebbe.
Il problema è che le cellule cerebrali non hanno una propria intelligenza; le persone sì. Per tale motivo è difficile riuscire a organizzare le persone in una sorta di mente collettiva.
Cio’ che metto come preambolo, in realta’ dovrebbe essere la chiusura del mio ragionamento. La metto prima per evidenziare il punto e per evitare di farti sbadigliare e perder tempo, nel caso tu non voglia andare avanti nella lettura:
IL PREAMBOLO:
Secondo me la “mente collettiva” si auto organizza. Agevoliamola. Facciamo in modo che le persone si parlino.
IL RAGIONAMENTO:
“Il problema è che le cellule cerebrali non hanno una propria intelligenza; le persone sì.”
Non voglio essere meccanicista ma, … le persone hanno consapevolezza proprio grazie a reticoli di cellule che si organizzano da sole e apprendono dagli INPUT (ricorda il maiuscolo per quanto seguira’) che gli vengono dal mondo esterno. Se poi vogliamo pensare a questi, come a sistemi di certe palline e ritenere che diventino qualche cosa di senziente grazie a qualcuno/qualcosa con una bacchetta magica mi va piu’ che bene … Tuttavia, cosi’ parlando, non vorrei spostare il discorso altrove. Andando a parare nella filosofia (che peraltro non sarebbe cosa sgradevole).
“Per tale motivo è difficile riuscire a organizzare le persone in una sorta di mente collettiva.”
Verissimo. E’ assai difficile. Oltertutto credo che sia un problema mal posto. Agevoliamo la natura e lasciamo che questa faccia da sola. Confido che la “mente collettiva” si ingeneri in maniera assai naturale. Facciamo solo in modo che le persone, tante persone, tutte le persone, comunichino. Facciamo in modo che l’esperienza dell’uno diventi INPUT per l’altro, cosi’ come la nostra mamma, ha trasferito la sua esperienza, sgridandoci da bambini quando ci avvicinavamo all’acqua bollente. Io penso che oggi ci siano grandi autostrade con poche vetture che circolano. La lingua universale puo’ aiutare ad aumentare la circolazione di idee. E le idee, sono infettive. Quello che chiamiamo “establishment” o “big brother”, teme le idee. E tende ad esercitare un controllo capillare su ogni vettura che circola per strada. Internet, da questo punto di vista, è una via di comunicazione estremamente potente, economica e democratica. Osserva noi due, qui e ora. Che cosa stiamo facendo? Non stiamo aggiungendo qualcosa a quello che tu chiami “Mente collettiva”? Non stiamo distruggendo e ricostruendo convinzioni che poi abbiamo intenzione di ridistribuire? Credo che l’evoluzione, scaturisca dalla comunicazione, dal trasferimento di informazioni. Sotto ogni punto di vista. E ad ogni livello. L’informazione che, scritta nel dna e trasportata dai processi chimico fisici naturali genera la vita in ogni sua forma. Le idee che io sto comunicando a te e che tu stai cercando di trasferire a me sono libere e bidirezionali. Io non sto imponendole con un megafono. Non sono un capo bastone e non sto scolpendo la coscienza collettiva di tante persone ignoranti. E dirtele mi è possibile. Mi costa pochissimo. Non devo aspettare “il tempo”. Non devo attendere che l’essere umano inventi il linguaggio. Non devo attendere che “Gutenberg” inventi la stampa e che cia sia un Simone che sappia leggere. Quel tempo c’è gia’ stato. Non dobbiamo piu’ attendere. In maniera molto democratica le sto trasferendo ad una persona che, visto lo strumento di comunicazione che stiamo utilizzando, filtrera’, elaborera’ e, se riterra’ opportuno, ridistribuira’. Il tutto mentre la TV è accesa e, peraltro disturbandomi, cerca di convincermi che il dentrificio X è buono. Mia mamma dorme sul divano, … spegnendo la televisione si sveglierebbe; … e io sono attivamente intento a spostare una certa quantita’ di pensiero.