Simone Brunozzi

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Meritocrazia

Meritocrazia.
Ne scrivo in inglese sul mio blog.
Perdonatemi, ma non ho voglia di tradurlo in italiano. E’ facile da leggere.

Category: innovazione

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  • 24/06/2010 at 10:50 Andrea Grassi
    Coerente: lo puó leggere solo chi sa l'inglese :)
  • 24/06/2010 at 10:55 simone brunozzi
    Andrea, LOL :)
  • 24/06/2010 at 11:44 dedo
    Il caso esiste: nascere in un certo posto, in una certa epoca, con un certo corredo genetico, in un certo ambiente familiare, con una certa (in)stabilità economica prospettica, ... ovviamente tutto conta. Merito è il contraltare di colpa. A me non piace come retorica, troppo facile giudicare a posteriori, come se nella vita esistessero percorsi prestabiliti. Non dico che non esista giusto/sbagliato, ma il metro va costruito personalmente per crescere, non secondo esigenze virtuali dell'ambiente circostante.

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2 Responses

  1. Enrico says:

    Se fossimo tutti uguali non ci sarebbe Differenza. Sembra una ovvietà, ma nella mia ignoranza credo che sia la differenziazione delle capacità a permetterci di dare l’uno il contributo all’altro (così da creare quei circoli virtuosi che ci hanno portato al progresso).

    Di sicuro il fattore ambientale (studiare, vivere in U.S.A) è stato una inferenza positiva importante (non cercata da Brinn) che ha contribuito a portarlo ad essere chi è ora. (se fosse nato il Cina o in Mongolia avrebbe creato lo stesso Google?)
    Ma nel relativismo posso dirti che le inferenze positive uno se le può anche cercare: Ti faccio il banale esempio dell’ Africano che da adolescente affronta un viaggio per scappare dalla propria terra per approdare in paesi dove potrebbe avere un futuro.

    La nostra vita è costellata da eventi di fortuna (inferenze positive casuali), da eventi cercati ed ottenuti, da fattori ambientali, da inferenze negative casuali(come malattia, genitori malati, infanzia travagliata): il mix di tutto è quello che siamo.

  2. LuCa says:

    Negli Stati Uniti è consuetudine valutare con dei test i ragazzini sin da molto giovani in modo da testare le loro potenzialità e attitudini.
    Le osservazioni che fai tu sono giuste e, infatti, sono decine di anni che fanno ricerca continua per “normalizzare” i risultati in modo corretto al variare delle condizioni ambientali di partenza dei ragazzini.

    Ti consiglio il famosissimo libro di Roger Abravanel, intitolato appunto “Meritocrazia”.
    Illuminante! ;)

    LuCa