Apr 14, 2010
Abortirai con dolore
Vi segnalo questo post di Monica, “Abortirai con dolore“. E’ una storia vera e personale, toccante, di cui consiglio la lettura. Descrive le peripezie a cui Monica è dovuta andare incontro per riuscire ad abortire.
Lo so, l’aborto è un argomento tanto delicato, e non voglio dare per scontato che sia una cosa da affrontare alla leggera; infatti, Monica non lo affronta affatto con leggerezza, anzi.
Ho scoperto l’articolo leggendone un altro di Sergio (a.k.a. Squonk), molto brillante anche questo: predicare ai convertiti. Ha quasi totalmente ragione, quando dice: “nessuno cambia mai davvero idea su nulla che abbia una certa qual importanza“. Io aggiungerei: “in un lasso di tempo ragionevole“. In trent’anni, è possibile che alcune idee vengano cambiate. In un mese, quasi impossibile, come dice lui.
E’ triste. Mi succede di pensare questa cosa, questa nostra irriducibilità o cocciutaggine, ogni volta che mi scopro a rileggere dei frammenti da me scritti dieci, quindici anni fa, per poi dire: “Eh, ma qui avevo torto”, sapendo che allora non l’avrei mai ammesso. Che siamo sempre impegnati a difendere a spada tratta le nostre opinioni, e quasi mai le mettiamo davvero in discussione.
E’ un errore nel quale cado anche io. Da un po’ di tempo, però, sto cercando, per quanto possibile, di essere un pochino più obiettivo, e meno orgoglioso. Chissà che non funzioni.
bella lettera, grazie per averla condivisa
non ricordo chi scriveva che “la Certezza è la madre di tutte le stupidaggini”, e di questi tempi è sicuramente la madre di tutti gli estremismi e i fanatismi.
in un paese come l’italia (la “i” minuscola è voluta), le donne sono costrette a soffrire fisicamente e psicologicamente per vedersi riconoscere diritti e Scelte (la “s” maiuscola è voluta, perché l’aborto per la donna non è mai una scelta semplice o leggera, checché ne dicano esimi politici e benpensenti) che dovrebbero essere garantiti dal buon senso, prima ancora che dalle leggi.
non sono contrario all’obiezione di coscienza in un tema così delicato, ma secondo me gli obiettori di coscienza NON DEVONO PRESTARE SERVIZIO NEGLI OSPEDALI E LE STRUTTURE PUBBLICHE.
Nelle cliniche o strutture private che facciano tranquillamente ciò che la coscienza consiglia loro, ma nelle strutture pubbliche alle donne deve essere riconosciuto ogni diritto sancito dal nostro sistema legislativo, senza dover ricorrere a stratagemmi o ad aspettare medici non-obiettori per essere assistite. Questa è pura follia, anzi, il rifiuto di intervenire (omissione di assistenza) dovrebbe essere un reato accomunato all’omissione di soccorso e omissione di atti d’ufficio.
non voglio far partire flame, anzi, e se questo fosse il caso chiedo a Simone di rimuovere tranquillamente il mio commento.