Simone Brunozzi

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Frenitalia è un casino? E io sorrido lo stesso!

Ore 17:10, mercoledì 31 marzo 2010. Stazione di Trento. Il regionale verso Verona e Bologna è in ritardo di 15 minuti. Da lì, il mio piano è di prendere l’Intercity delle 20:17 e raggiungere Firenze e poi Assisi, dove mi aspetta un letto caldo e un meritato riposo.

Salgo in compagnia della mia ragazza, sua mamma, la sua amica del cuore. Troviamo quattro posti separati, vista la calca di gente che affolla questo regionale. La mia ragazza oggi si è laureata alla specialistica in Economia, a Trento, con un voto molto brillante.
Sono felice.

Le saluto a Verona, da dove loro proseguono verso Venezia.
Iniziano i casini seri. Il mio treno accumula 25 minuti di ritardo.
Interpello il controllore, un giovane di cognome Gelmini, che fa di tutto per trovarmi la coincidenza giusta, o suggerirmi cosa poter fare se arriviamo troppo tardi per prendere la mia coincidenza.
Poi il treno trova qualcosa sui binari e costringe (giustamente) il macchinista a fermarsi. Cerco di fare una foto che riprenda il lieve fumo che trapela tra una carrozza e l’altra, ma il vento e la posizione scomoda mi fanno scattare tutt’altra foto:

1-avaria

Una breve analisi del problema suggerisce di arrivare alla prima stazione e cambiare treno. Ecco il macchinista e il controllore alle prese col problema:

2-avaria

Il ritardo accumulato sale a 50 minuti: alla stazione di Mirandola arriva un altro regionale “sostitutivo” che ci porta a Bologna (bravi, bel lavoro). Prima di smontare dal mio vagone, chiedo al controllore come si chiama, e gli dico che ha fatto proprio un buon lavoro. Bravo.
Un signore mezzo incazzato lo manda quasi a quel paese mentre cambia treno. Mi dispiaccio molto per questo gesto: Gelmini si era già dimostrato una persona molto customer-centric, molto disponibile, molto gentile, che ha cercato di gestire l’avaria nel migliore dei modi. Non meritava altro se non un “bravo”. Se conoscete un Gelmini che lavora in Ferrovie, e che in questa data copriva la tratta Trento-Bologna, fategli le congratulazioni, perché è una persona molto in gamba.

Insomma, salgo sull’altro treno e faccio conoscenza con una coppia che deve recarsi a Senigallia.
Ho la fortuna di essermi portato una SIM card con traffico dati, e la uso per guardare orari dei treni e usare i soliti social network per vedere se, nel caso peggiore, riesco a trovare compagnia per una serata a Bologna o Firenze.
Alla fine mi rassegno al fatto che non riuscirò a raggiungere Assisi in serata, e dopo pochi minuti mi scrive su Fring Marco Fabbri, semplicemente per scambiare due chiacchiere sul discorso delle donazioni Acumen Fund e l’articolo Nòva della scorsa settimana.
Alla fine mi dice: se passi da queste parti fai un fischio.
Io dico: dove sei stasera?
Lui: Cesenatico.
Io: ci arrivo dalla stazione di Bologna?
Lui controlla, e mi dice che c’è un treno 21:37-22:45.
Gli dico: trovami un divano, un letto, o un Bed & Breakfast, e vengo.
Lui conferma.
Arrivo a Bologna alle 20:55 (un’ora di ritardo), e scopro che il FrecciaRotta verso Ancona ha accumulato 20 minuti di ritardo e partirà dal binario 11 alle 21:10 anziché 20:50. Bene, vado al binario 11 e aspetto speranzoso.
All’ultimo minuto il binario viene spostato al 6, una cinquantina di persone fa una corsa per arrivare alla piattaforma in tempo, e dopo un altro minuto arriva il FrecciaRotta. (che poi, spiegatemi perché la piattaforma 6 non la potevate comunicare prima… cattivelli!).
Salgo.
Saluto la mia ragazza al telefono, scherzando allegramente sui vari problemi incontrati fino a quel momento. Un paio di ragazzi che ascoltano la mia conversazione ridono anch’essi. Ho il morale alto, sono felice.
Sono felice per questi motivi: primo, oggi si è laureata la mia ragazza, e la cosa mi ha reso felicissimo. Secondo: stasera incontro un amico che non vedo da tempo, e l’imprevisto col treno alla fine non mi causa nessun problema ma anzi si rivela una occasione. Terzo, il controllore Gelmini si è dimostrato gentilissimo e in gamba, e questo eccellente quanto inaspettato servizio mi ha messo di buon’umore. Quarto, Frenitalia ha i suoi problemi, che io non risolverò certo né incazzandomi come un canguro, né con un post nel mio povero blog. Quinto: è bello avere un network di conoscenze e riuscire a usarlo per trasformare una rottura di scatole in una serata piacevole!

Quindi: il mondo è bello lo stesso, facciamoci una risata e andiamo avanti!
Lo so, suona come un ottimismo forzato, ma vi assicuro che non lo è. E’ solo un modo di guardare le cose, cercando sempre l’aspetto positivo, invece di limitarsi ai soliti: lamenti, imprecazioni, insulti, Italia di merda qui, Frenitalia di merda là. Se succede qualcosa di positivo, io ho voglia di dirvelo. Di cose negative sono già pieni i giornali.

Come seconda conclusione: sì, penso che Frenitalia sia una azienda gestita malissimo, che fornisce un servizio scadente, e che il suo Amministratore Delegato dovrebbe dimettersi all’istante.
Ma questo è un altro discorso, e stasera sono troppo contento per potervelo fare.

Eccomi in una foto, mentre mi appresto a scrivere questo post direttamente dal vagone del FrecciaRotta Bologna-Cesena.

3-in-treno

Ed infine eccomi qui, in compagnia di Marco, mentre lui si beve una birrozza e io una pizza al pomodoro.

4-marco-e-simone

Buona serata, cari miei. :)

Category: amicizia, blogosfera, italia, lamenti

Tagged:

  • 31/03/2010 at 22:10 simone brunozzi
    Dedicato a Mr. Fabbri :)
  • 31/03/2010 at 22:22 gluca - [mini]marketing
    ahah, bel post e bella sceneggiatura!
  • 31/03/2010 at 22:22 Marco Fabbri
    life is like a box of chocolates you never know what you are gonna get
  • 31/03/2010 at 23:12 Mirko Bonadei
    frase perfetta @Marco :) Bravo Simon, che sei riuscito a vedere o meglio, a trovare sempre il bicchiere mezzo pieno... Notte a tutti...
  • 01/04/2010 at 05:29 simone brunozzi
    :)
  • 01/04/2010 at 07:55 Romak
    Già....il bicchiero mezzo pieno. Bravo. Solo una domanda...ma che OS usi su quel mac? La risoluzione è troppo bassa e non si capisce, ma mi è venuto un dubbio...non mi deludere. Se è winzoz non voglio nemmeno saperlo. Non rispondere che è meglio :) A proposito, hai letto che pollycoke è tornato?
  • 01/04/2010 at 07:56 simone brunozzi
    Mac OS :-) si ho letto di Felipe :-)
  • 01/04/2010 at 07:57 Romak
    fiuuuuuuuuuuuuu, ho pensato troppo male. Scusa ;)
  • 01/04/2010 at 08:00 simone brunozzi
    La Vera differenza e' nella testa di chi li usa. :-)
  • 01/04/2010 at 08:11 Romak
    mmmh...

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2 Responses

  1. Bishops says:

    Condivido le cose che hai scritto… e mi ricordano molto lo stile di vita africano, dove pero’ le cose vanno cosi’ molto spesso, non avendo mai garanzie su servizi, tempi, imprevisti, etc. Capita anche a me di avere giornate di merda ma di viverle alla grande per il momento felice della che mi aiuta a vedere le cose sotto la giusta prospettiva… Ma se qualcuno non ha la tua rete di contatti e di amici sparsi qua e la’, se non ha molti soldi per pagarsi altri biglietti o un B&B, se non e’ in ferie, se non e’ felice per la morosa laureata, anzi se magari e’ scazzato per vari altri problemi, se ha una famiglia a casa che lo aspetta, magari con altri motivi seri per non poter ritardare… allora in tutti questi casi la vedo dura essere ottimisti e restare sereni! Ovvio non c’e’ da prendersela con chi come macchinista e controllore fa’ solo il proprio lavoro malgrado tutto, subendo anche le lamentele che dovrebbero essere dirette a qualcun’altro… ma come non incazzarsi invece con Frenitalia etc. etc. Bis

  2. Giovanni says:

    Una storia bellissima da cui cercherò di prendere esempio, per il modo brillante con il quale hai digerito i vari imprevisti. Cesenatico è molto bella :)