Mar 29, 2010
Se qualcuno sta affogando, lo salvi?
Stai camminando e improvvisamente vedi una persona, anzi un bambino, che sta affogando.
Puoi salvarlo, ma per farlo devi buttarti in acqua e rovinare le tue costose scarpe italiane.
Che fai, ti butti? Il bambino è lì, non ce la fa più, ancora pochi secondi e la sua vita finirà miseramente.
Hai pochi secondi per pensare.
Ti butti?
…
La domanda era tosta, vero? Credo che molti di noi risponderebbero di sì.
Ovvero, sarebbero disposti a rovinare un paio di scarpe da 100, 200 euro, pur di salvare una vita.
E se ti dico: dona 25 dollari per salvare una vita? Fa così tanta differenza, per te?
Per molti la fa, la differenza. Le parole chiavi, in questo caso, sono PROSSIMITA’ e ATTENZIONE.
Se il problema non ci tocca da vicino di solito preferiamo ignorarlo.
[ispirato da]
…
Nei giorni scorsi ho lanciato due piccole campagne di raccolta fondi per Acumen Fund, usando come spunto una mia visita al quartier generale di 1298, a Mumbai.
La prima proviene da un articolo di giornale da me scritto su Nòva, giovedì scorso.
La seconda, da un mio articolo scritto nel mio blog.
Non avevano la pretesa di salvare il mondo, ma erano piuttosto un mio esperimento per vedere che tipo di risultati possono scaturire da iniziative di questo tipo.
Ecco i risultati:

Commento ai risultati:
1) L’articolo su Nòva ha generato solo 7 click, e nessuna donazione.
2) Il mio blog post ha generato 49 click, e donazioni pari al 16,33% (8 donazioni, immagino). Ancora non conosco l’importo delle donazioni, ma immagino il totale sia al di sotto dei 100 dollari.
3) Sono stato felice di scrivere l’articolo su Nòva, ma dovrei inventarmi un altro modo per “monetizzarlo”.
Infine, due cose:
1) Mi piacerebbe sapere cosa pensate di questi risultati. Non è bello analizzare cose del genere? Non vi elettrizza? A me sì.
2) Fate ancora in tempo a donare, qui: http://bit.ly/acumen-brunozzi-it. E non dovete nemmeno bagnarvi.
Umilmente, credo che queste cose possano cambiare il mondo molto più delle nostre elezioni. Ma è un discorso lungo…
Grazie :)
Secondo me la spiegazione è semplice: Nòva è solo una rivista “read-only”, il tuo blog invece è “read-write”, ovvero capace di smuovere le coscienze dopo la lettura.
Ciao, ho seguito l’esperimento con interesse. Secondo me il vantaggio del blog su Nova si spiega (soprattutto) con la fiducia (ma andrebbe verificato). I lettori di un blog hanno più fiducia per il blogger che i lettori di una rivista per il giornalista. Questo non mi stupisce, è nell’ordine delle cose. Non è una “colpa” dei giornalisti che hanno perso la fiducia nei lettori: semplicemente mi fido più di un amico con le sue debolezze e imperfezioni che di un bravo giornalista. Mi stupisce invece il fatto che ci siano state poche donazioni anche per il traffico usuale del tuo blog (almeno l’impressione del traffico sul tuo blog che ho io). Io non ho donato (sbagliando, lo so), però mi sarei aspettato più donazioni. Non so se queste cose possano cambiare il mondo più delle elezioni, però potrebbero incentivare dei comportamenti “virtuosi” per “contagio” sfruttando questi rapporti di fiducia. Ad esempio, le persone che comprano dalla filiera corta sono orgogliose di quello che fanno perché sanno di fare la cosa giusta per l’ambiente ecc…, quindi sono interessate a far sapere ai propri amici di aver fatto la cosa giusta per riceverne l’ammirazione. In seguito gli amici decidono di comprare dalla filiera corta anche loro proprio per fiducia. Così si potrebbero sfruttare sentimenti di fatto egoistici/locali per ottenere un effetto positivo e altruistico (meno inquinamento…) a livello globale. Beh l’esempio della filiera è uno possibile, ma non di certo l’unico. Forse una stupida applicazione di facebook può salvare il mondo? :) Scusa la lunghezza! Buona serata/giornata/nottata (dipende da che parte del mondo sei adesso). ciao Marco
Le elezioni di oggi non sono così importanti come le dipingono in molti, quindi non preoccuparti che il mio tempo se lo sottrai da qualche cosa di certo non sono le elezioni!
Passiamo ai commenti.
I numeri in sé sono difficili da commentare senza termini di paragone precisi.
Ma dando un’occhiata ai dati che ti da l’analisi comparativa di Analytics in merito al Goal6 direi che è significativo.
Se in bene o in male dipende da come hai configurato l’obiettivo!
A me piacerebbe donare però preferirei farlo col Paypal…
Simone, il tuo post mi ha fatto comprare ilsole24ore con l’inserto Nòva, ho letto l’articolo, ho conosciuto una nuova rivista ma non ho fatto la donazione. Perchè? Pigrizia. Semplice pigrizia: mi sarei dovuto muovere verso il PC, accenderlo, navigare ecc. In effetti dai lettori di Nòva hai ottenuto solo 7 click che, visto l’autorevolezza e la diffusione del quotidiano è un numero desolante, a prescindere dalle donazioni poi effettivamente fatte. Non credi che il ‘pubblicizzare’ siti sulla carta stampata sia poco utile (a prescindere dalla nobiltà dell’argomento) ? In ogni caso ho fatto ora la mia donazione.
Ciao Simone,
vorrei far notare che l’analogia tra fare un contributo e salvare il bambino che affoga non si differenzia solo per PROSSIMITA’ e ATTENZIONE (comunque due aspetti chiave).
Quello che fa la differenza e’ anche la FREQUENZA DELL’EVENTO.
Nel caso del bambino che affoga, si sottointend chiaramente che questo e’ un evento raro. Ovvero, “se un giorno ti capitasse di vedere un bambino etc..”. Ma nel caso delle sottoscrizioni, la richiesta di donazione e’ un evento praticamente quotidiano. Ogni giorno la tua raccolta fondi compete con altre centinai di sottoscrizioni (terremoti, ricerca sul cancro, caritas, aiuto diversamente abili, il mendicante sotto casa etc..) e una persona non ha inifito denaro da donare a tutte, quindi deve fare delle scelte.
Quindi, piu’ giustamente, dovresti chiedere:
“Se ogni giorno passate dal fiume e ci sono 100 bambini che affogano, quali scegliete di salvare e perche’?”.
E perche’ tu hai scelto di salvare questo bambino e non gli altri?