Mar 27, 2010
Mante vs Mattina
E’ sabato, sono all’aeroporto di Shanghai, in attesa di un volo per Beijing. Sono stanchissimo, dopo una notte passata a lavorare fino alle 2, dopo una cena piacevolissima con Davide Rana (di cui vi racconterò poi) e la sua ragazza, e tre ore scarse di sonno.
Perciò, mi arrischio a “rompere” un po’ le scatole al caro buon vecchio Mante, persona che stimo grandemente, perchè vorrei paragonare il suo modo di “vedere” la politica con quello di Nicola Mattina, altra persona che stimo parecchio.
Lo faccio, però, non per spirito polemico, ma per sottolineare quello che è il mio umile punto di vista.
In breve, Nicola guarda alla PERSONA, e dice che Emma Bonino riceverà il suo voto alle regionali del Lazio.
Massimo si sofferma sulla sua idea di politica, e sul suo gradire o meno le posizioni dei partiti, utilizzando uno strumento intelligente messo a disposizione da OpenPolis (lo sfondo si riferisce alle elezioni 2008, ma credo sia tuttora validissimo):

Da notare l’utilità di uno strumento del genere per permettere ad un elettore di confrontare le sue idee politiche con quelle dei partiti di riferimento.
Ecco, il limite secondo me c’è lo stesso, perchè guardare ai partiti non basta: i partiti hanno sì posizioni importanti, ma spesso la loro azione per portarle avanti non è efficace, per via della lentezza dell’apparato burocratico nostrano.
Preferisco di gran lunga l’approccio di Nicola il quale, da cittadino informato, sa benissimo che quel candidato si comporterà meglio dell’altro.
E’ normale, vista da Massimo (Mante), pensare ANCHE ai partiti; ma per me, che ritengo il dualismo destra/sinistra piuttosto obsoleto o comunque limitato, conta molto di più la possibilità di votare la persona.
E quando la persona da votare non c’è?
E quando, insieme a te, votano altri milioni di persone, e il tuo voto non conterà nulla in ogni caso?
Belle domande no?
Oh, poi, ce ne fossero di persone che comunque ne parlano, ne discutono, si animano e cercano di fare qualcosa perchè hanno a cuore il proprio paese.
Lo pensavo anch’io stamattina, guardando i grafici di OpenPolis. Per dire: il federalismo è una forma di stato interessantissima, e in Svizzera sta dando risultati eccellenti; ma se a proporla in Italia sono le facce della Lega, perde immediatamente tutto il suo fascino :-)
La fede politica è un inganno. Meglio eleggere una persona onesta della parte avversa che un furbetto della tua.
Qualsiasi forma di stato alternativa in Italia diventa automaticamente interessantissima se ci si pone una domanda: se si sospendessero tutti gli organismi decisionali centrali quanto tempo occorrerebbe al paese per rendersene conto? L’eccezione alla norma, l’emergenza, il clientelismo, il feudalismo sono gia’ la regola. Ogni altra possibile opzione e’ da prendere in considerazione. In questo contesto non solo la ‘fede politica’ e’ un inganno ma il concetto stesso di politica si riduce ad una buffonata. Si sta’ spostando il gioco di contrapposizione fittizia a livello regionale frazionando i vizi nazionali nelle regioni. Si provi solo ad immaginare le amministrazioni locali in Emilia Romagna dovessero avere a che fare con un governatore (ma da quando si e’ cominciato a chiamarli governatori?) Berlusconino in questo clima: ok, piu’ soldi a Modena che ha il sindaco di AN e tagliamo le gambe a Reggio che cosi’ imparano a votare giusto la prossima volta. Facendo il robo di OPolis e rispondendo per ‘estremi’ si/no (che non capisco cosa possa voler dire essere un po’ favorevoli ad un punto programmatico) mi ritrovo ad essere un punto solitario in basso con tutti i partiti in alto alla stessa distanza: tante ‘battaglie politiche’ suonano un po’ troppo come posizioni di comodo studiate a tavolino in base a calcoli statistici. Il marketing applicato alla politica: auguri a tutti.
“E quando la persona da votare non c’è?”
C’è di peggio, ovvero quando la persona c’è ma per votarla devi per forza dare il voto al resto del partito, o dei partiti, della sua sedicente “coalizione”.
E questo mediamente comporta che la persona che voti dovrà cedere seggi qua e la e si ritroverà con una serie di compromessi che ne indeboliscono la sua azione.
si ma il grafico è del 2008..
Interessante paragone tra due modi di interpretare la politica, che sono più attuali che mai. E ancor più attuale è ciò che ha appena scritto Marco… E’ una cosa davvero strana, una sensazione nella quale senti che, anche se voti, sei impotente perchè sai che tutto poi si annacqua… Come un buon vino dentro alla bottiglia (pre-elezioni) che poi verrà corretto con dell’acqua appena stappato (post-elezioni).
Questa cosa, assieme alla risposta alla seconda domanda (di Simone) è un problema che col passare degli anni mette le persone in condizione di porsi sempre più quesiti riguardo alle elezioni.