Mar 10, 2010
Spremuta d’arancia, autobus perso: una Italia bella e sincera
Titolo strambo: ho voglia di raccontarvi due piccole storie.
La prima parla di una spremuta d’arancia.
La seconda, di un autobus perso.
Le due storie sono collegate. Alla fine della lettura, capirete perchè.
Spremuta d’arancia.
25 Febbraio 2010: sono al telefono con una persona cara, che vive a Venezia. E’ malata, demoralizzata, sta finendo la tesi e non sa se riuscirà a farcela. Mi dice che le andrebbe proprio una spremuta d’arancia.
Io sono a Singapore, a 10.000 chilometri di distanza. Ho proprio voglia di farle sentire la mia vicinanza.
E così, ecco cosa faccio. Cerco su Google Maps un bar dalle parti di dove abita lei. Trovo questo, Trattoria dai Tosi.
(sì, mi va di scrivere chi sono. Leggendo, scoprirete perchè.)

Li chiamo con Skype. Sono le 14:10 in Italia, 21:10 a Singapore.
Simone: “Buongiorno, è la Trattoria dai Tosi?”
“Si, buongiorno.”
S: “Siete ancora aperti?”
“La cucina ha chiuso alle 14, ma il bar è ancora aperto.”
S: “Bene… Perchè avrei una richiesta un po’ strana da fare…”
“Ah, guardi, siamo pronti ad ogni genere di richieste…”
S: “Ah, sì? Beh, guardi che la mia è strana forte… Allora, le spiego in breve: avrei bisogno che portaste una spremuta d’arancia in una casa lì vicino a voi. E’ la casa della mia ragazza. E posso pagare solo con carta di credito, perchè non sono a Venezia.”
Risata simpatica dall’altra parte: “Beh, mi sembra una richiesta fattibile. Vediamo innanzitutto se abbiamo le arance… Aspetti un momento…”
S: “Si grazie”
“Si, le arance le abbiamo. Dove va consegnata la spremuta?”
S: “[indirizzo]. La persona si chiama [nome]. E’ la mia ragazza. E’ lì vicino a voi, no?”
“Si, si, è qui vicino. E’ influenzata?”
S: “Sì, ha una influenza intestinale. Si regge in piedi, ma dovrete suonare due o tre volte per convincerla ad aprire. E’ in casa.”
“Ah, ecco. Va bene. Citofono [cognome]. E lei si chiama [nome]. Ho segnato.”
S: “Bene. Posso darle la carta di credito?”
“Eh, non so… Ma lei quando ripassa a Venezia?”
S: “Ehm, io non abito a Venezia… Sono un po’ fuori… Non è possibile con carta di credito?”
“Guardi, non saprei come fare… E se ci fa un bonifico?”
S: “Ah, per me va bene, se lei si fida. Quanto le devo bonificare?”
“Guardi, che so, cinque euro vanno benissimo.”
S: “Beh, mi permetta di aggiungere una mancia, magari. Mi dà le coordinate?”
“Guardi, facciamo così: ora facciamo la spremuta e la consegnamo, poi la avvisiamo che è tutto a posto e le do le coordinate. Mi lascia un suo numero?”
S: “Guardi, io glielo lascio… Però non le conviene telefonarmi perchè spende un patrimonio… Magari mi manda un SMS… Ok? Allora… +65… 90… 10…”
“+65… 90… 10…”
S: “… [segue resto del numero]. Segnato?”
“Si, segnato. Per curiosità, di dove è?”
S: “E’ un numero di Singapore. Sono a 10.000 km di distanza da lei, in questo momento.”
Risata simpatica. “Bene, va bene. Allora noi consegnamo, e poi le mando un SMS.”
S: “Grazie. Io magari tra un’oretta la richiamo, se non sento nulla.”
E così via… Poi ho richiamato per le coordinate, ho lasciato a Paolo la mia email, mi ha mandato le coordinate… E gli ho bonificato i 5 euro, più una generosa mancia. Nella email mi ha scritto qualcosa del tipo: “Più le richieste sono strane, e più siamo contenti di soddisfarle. Ecco le coordinate eccetera eccetera”.
Troppo simpatico.
E poi succede che sono online, che la mia persona cara mi scrive in chat, e mentre ci stiamo scrivendo mi dice che le suona il campanello – E chi sarà mai? – e di aspettare un attimo che va ad aprire.
Sorpresa riuscitissima!
Passiamo invece al 27 febbraio.
La storia dell’autobus perso.
Visto che sono fatto così, mentre “passavo” a Francoforte diretto ad Hannover per una conferenza, decido di prendere un volo Ryanair verso Venezia, andata e ritorno nello stesso giorno. Arrivo a Venezia, incontro la stessa persona di cui sopra per un paio d’orette, poi vado a Piazzale Roma per prendere l’autobus verso l’aeroporto di Treviso.
L’autobus sarebbe dovuto partire alle 19:40, ed era l’ultimo autobus disponibile.
Arrivo alle 19:30. Aspetto fino alle 19:50, ma l’autobus non si vede. Sulla tabella degli orari appare un numero di telefono: lo chiamo. Mi risponde una signorina dell’azienda Barzi Bus Service, molto gentile. Le dico che l’autobus non si è visto. Mi dice che controlla e mi richiama.
Aspetto altri 3-4 minuti.
Squilla il telefono: è Francesco, che lavora sempre per Barzi. Mi dice che l’autista è effettivamente partito alle 19:28, e quindi è colpa loro se ho perso l’autobus. Mi dice di prendere un taxi, arrivare a Treviso, portare la ricevuta al banchetto, e ricevere il rimborso. Il tutto, scusandosi per l’inconveniente.
Prendo un taxi, in mezz’ora sono a Treviso. Tra l’altro, dopo una piacevole conversazione col tassista che mi racconta di Ryanair, e del fatto che quando hanno troppo pochi passeggeri, semplicemente non volano. Rimborsano il biglietto, e basta. E questa è Ryanair.
Scendo dall’auto, arrivo al banchetto, saluto Francesco, gli porgo la ricevuta (ottanta euro), e il mio biglietto di ritorno dell’autobus, e lui mi consegna ottanta euro in contanti. Scusandosi nuovamente.
Rimango allibito. Certe cose in Italia non te le aspetti.
Fine della seconda storia.
Ho voluto raccontarvi due episodi recenti della mia vita (il primo anche molto personale) perchè penso siano due belle storie di un’Italia bella. Il proprietario della Trattoria, o il dipendente di Barzi, si sono comportati in maniera egregia. Non solo con una correttezza e una onestà perfette, ma anche con una simpatia encomiabile.
Ho voluto fare i loro nomi perchè si sappia: perchè se vi capita di passare a Venezia alla Trattoria dai Tosi, o di prendere un autobus di Barzi da Treviso a Venezia, salutate Paolo o Francesco, e dite loro che sono delle brave persone.
E poi, non dimentichiamoci mai che l’Italia, pur con i suoi problemi e le sue disonestà, è anche fatta di persone perbene come queste.
Non dimentichiamolo mai.
ogni tanto, un’iniezione di fiducia ci vuole proprio, grazie!
Simo…a parte il fatto che quando ti ci metti hai davvero un passo in più!! Il fatto della spremuta è stata una chiccheria!! E comunque fa sempre bene sentire belle cose sull’italia!! Ciao un abbraccio Simo
Hai ragione, le persone oneste sono troppo spesso messe in ombra da altri.
ah! i Tosi, quando hai bisogno loro ci sono sempre. Io li amo.
Bel post, Simon. Notai questa necessità diffusa di raccontare storie come queste e appena ne ho l’occasione lo faccio. Ci vorrebbe una vera e propria striscia settimanale:
http://www.dariosalvelli.com/2009/12/italiani-brava-gente-davvero
È su questo ristretto nugolo di persone che l’Italia si regge.
Io son contento di queste ventate di ottimismo, ma mi mangio le mani al pensieri di quanti altri nomi andrebbero fatti per le opposte ragioni!
Commossa…
[piango]
sono due storie bellissime.
Davvero bello, due storie così, e in così poco tempo, quasi da non credere ! Forse c’è bisogno di richieste straordinarie, per essere straordinari !
Mi hai strappato un sorriso in una giornata un pò “di cacca” :-) Grazie Simo.
MITTTTICO. :D
Grazie Simone per averci deliziato con queste storie! Mi hai messo il buon umore in una giornata di cacca.. Riesci sempre a motivarmi per andare avanti in momenti di cambiamento!
Saluti dalla Baviera!
Oh che bello. E’ vero, certe cose in italia non te le aspetti, ma certe volte gli italiani partono cosi’ sfiduciati che neanche ci provano. Insomma: proviamoci!
Ma che belle storie!
Una che và a mangiar la pizza ai Tosi Piccoli (perché c’è da dire che i Tosi Grandi, lì attaccati, son meno simpatici, a mio avviso).
Toccante.
Mi è piaciuto molto leggere queste due belle storie.
Saluti dalla Svizzera.
I Tosi sono un’istituzione a Castello e adesso ancor di più.
In effetti non sembrano nemmeno storie italiane, tanto poco ci siamo abituati.
[...] queste, le piccole cose di cui l’Italia ha [...]
[...] piccola grande rivoluzione L’ispirazione Ieri ho avuto la fortuna di leggere un bel post a firma di Simone Brunozzi. Egli ha raccontato con estrema semplicità due suoi momenti speciali [...]
Grazie Simone, grazie davvero,. E’ bello sentire che qualcosa di BELLO ancora ce lo si può aspettare, anche se si è in Italia!
[...] Spremuta d’arancia, autobus perso: una Italia bella e sincera – Simone Brunozzi Titolo strambo: ho voglia di raccontarvi due piccole storie. La prima parla di una spremuta d’arancia. La seconda, di un autobus perso. Le due storie sono collegate. Alla fine della lettura, capirete perché. (tags: italia storie imprenditori commercio) [...]
Son belle cose.
\o/
Ed è vero, another world is possible and actually is already here. Let’s bring it under the sun.
[...] o almeno finchè non mi torna il sonno. Queste righe, però, le dedico ad una persona speciale. Alla mia persona speciale. E le dedico anche ai miei genitori e a Mio Fratello, che ogni tanto sbirciano il mio blog e hanno [...]
Davvero bello questo post :D