Mar 31, 2010 3
Il buongiorno si vede da Fiumicino
[il buongiorno si vede dal mattino]
Alcuni giorni fa sono rientrato in Italia, dove sto trascorrendo alcuni giorni di lavoro intenso, e spero qualche altro giorno di riposo, amici, parenti, buon cibo italiano. Il post è volutamente postumo, perchè sto per fare una sorpresa alla mia ragazza e non voglio che lei legga che sono già in Italia (sperando che non mi capiti qualcosa tipo questo).
Sono atterrato a Fiumicino, aeroporto Leonardo da Vinci, il più vicino alla mia Assisi, alle 19:34, con un volo Air China da Pechino (in ritardo di 95 minuti).
Chiedo dettagli su eventuali rimborsi (o voucher per alberghi), ma scopro che i rimborsi non sono previsti. Arrivo al nastro trasportatore alle 19:50. Aspetto 55 minuti, e finalmente, quasi 70 minuti dopo l’atterraggio, arriva il mio bagaglio. Finalmente, dico al professore di Medicina con cui avevo scambiato due chiacchiere, anche lui in attesa del suo bagaglio.
Mi incammino verso la stazione ferroviaria, guardando sconsolato gli altri viaggiatori ancora in attesa del loro bagaglio. Per arrivare ai binari bisogna scendere una rampa di scale e salirne due, e di solito sono servite da scale mobili. Quella in discesa non funziona. Quella in salita funziona, ma l’altra è bloccata. In sostanza, qualsiasi viaggiatore munito di valigie deve trasportarle a spalla per almeno una tratta.
Guardo la stazione mentre aspetto il treno: che desolazione. Che sporcizia.
Sorrido di fronte all’ironia: che enorme differenza tra gli altri aeroporti internazionali, come quello di Pechino, qui sotto, e il Fiumicino nostrano.

La storia del ritardo del bagaglio, in fondo, non è una tragedia, ma è solo una delle solite beghe che succedono sempre, qui all’aeroporto di Fiumicino, che non a caso risulta essere uno degli aeroporti peggiori d’Europa.
Per questo primato, desidero ringraziare personalmente ADR (Aeroporti di Roma), nelle persone di Fabrizio Palenzona (presidente) e Guido Angiolini (Amministratore Delegato). Se li conoscete, portate loro i miei saluti.
Malpensa non è in posizione tanto migliore, e voglio evitare di parlare della faccenda Alitalia, che ormai è di proprietà di AirFrance e non cambia nome perché altrimenti, tra le tante conseguenze, molti italiani smetterebbero di volare Alitalia (ditemi se mi sbaglio).
Mi consola il fatto che, a volte, in Italia succedono anche cose bellissime e inaspettate. E che a volte i problemi non succedono solo in Italia.
Quello che voglio sottolineare è la decadenza in cui versano gli aeroporti italiani, e la cattiva impressione che diamo ai visitatori che arrivano in Italia. Per non parlare dei treni che collegano Malpensa o Fiumicino al centro città, o al prezzo esorbitante (80 euro) di un taxi Malpensa-Milano. O dei treni in generale.
Credo sia molto condivisibile che la rete di trasporto di un paese riveste una importanza vitale per chi ci vive, o chi lo visita, e il nostro non brilla di certo.
Poi rifletto su una cosa: un post del genere potrei facilmente leggerlo nel blog di qualcuno dei miei amici. Non mi stupirebbe. Tuttavia, il post rimarrebbe uno sfogo senza alcuna utilità.
Mi chiedo cosa sarebbe necessario per migliorare questa situazione.
Cosa potrebbe fare un semplice cittadino? Lamentarsi e basta?
Mi viene in mente il discorso degli Open Data già citato da Nicola Mattina, e credo che un barlume di speranza potrebbe venire proprio da una cosa del genere.
Open Data significa mettere a disposizione di tutti le informazioni relative ad una qualche attività o servizio, tipicamente pubblico. Come applicare il concetto degli Open Data ad un settore privato? E’ giusto e utile farlo?
Giusto lo è di sicuro, data l’enorme importanza che il settore trasporti riveste nell’economia di un paese. Utile, è da vedere: ci vorrebbe una iniziativa “dal basso” in cui le persone raccolgono informazioni sui loro voli, i loro treni, i loro disagi. In cui trovano il modo di fornire feedback sulle persone con cui hanno a che fare, come in questa foto che ho scattato al banco immigrazione dell’aeroporto di Pechino.

Il feedback è uno di quei meccanismi fondamentali per cambiare il comportamento delle persone. Immaginatevi per un attimo che nei treni, nelle scuole, negli uffici pubblici, ogni cittadino/cliente possa facilmente dire: il signor X mi ha trattato male, o il servizio fornito dal signor Y è scadente. Raccogliere tutto questo, dare nomi e volti alle inefficienze del paese, e allo stesso tempo premiare chi si impegna per fornire un servizio eccellente, nonostante tutto. Come Vincenzo, un operatore dell’aeroporto di Fiumicino che ha fatto il possibile per diminuire il mio disagio.
Mano a mano che questi “archivi” raccolgono informazioni (o lamentele), aumenta di pari passo la pressione nei confronti di chi governa queste reti di trasporti, e potrebbe possibilmente innescare l’intervento politico di qualcuno. O forse convincere gli stessi dipendenti di queste aziende a darsi da fare per risolvere qualcosa.
Come in molte cose, non possiamo aspettare che un problema si risolva da solo… Bisogna innanzitutto pensare a cosa possiamo fare noi per innescare un meccanismo virtuoso.
Molto spesso, infatti, le singole persone non sono svogliate o incapaci o disoneste: è il sistema in cui sono inserite che, nel complesso, soffre di problemi gravi. Non vuole essere una scusa per chi comunque non cerca di migliorare le cose, ma piuttosto un modo per individuare il problema corretto, senza cercare la gogna per il malcapitato di turno, salvo poi ritrovarsi con gli stessi problemi con l’operatore successivo.
Io non ho intenzione di investire tempo nel creare questo tipo di archivio, ma immagino che potrebbe essere una bella iniziativa o forse un business vero e proprio, perché una informazione corretta e una comunità di utenti hanno pur sempre un valore. Chissà che qualcuno non raccolga la palla e ci provi.
Io sarei felice di aiutarlo, nei limiti ristrettissimi dei miei tempi, con qualche buon consiglio.
Se non ricordo male, esistono già piattaforme web che raccolgono opinioni e commenti, ma secondo me si limitano a generare pagine per inondarle di pubblicità, senza offrire dati numerici o facilitare la soluzione dei problemi segnalati. Se qualcosa mi sfugge, commentate, sarei felice di dare un occhio ad una soluzione che funziona.
E voi, cosa ne pensate?









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