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	<title>Comments on: Food, Inc.</title>
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	<description>Scrivimi a: simone.brunozzi -@- gmail punto c0m</description>
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		<title>By: Martino Sabia</title>
		<link>http://www.brunozzi.it/2010/01/13/food-inc/comment-page-1/#comment-653</link>
		<dc:creator>Martino Sabia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 19:15:04 +0000</pubDate>
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		<description>Quello che mi chiedo è fondamentalmente SE esista un qualsiasi modo per evitare il disastro avviato da Monsanto &amp; Co. Non ho ancora visto il film, ma conosco Monsanto per altri episodi e specialmente per quel che riguarda i suoi brevetti e l&#039;uso che ne fa nei Paesi emergenti - come in India - e le conseguenze che ha sulla popolazione, da un punto di vista sociale ed economico.

Personalmente credo che la cosa migliore sia quella di esigere prodotti che rispettino anche gli animali, non tanto per una questione &#039;animalista-ecologista&#039;, ma perché in tal modo si frenerebbero gli effetti deleteri che le attuali pratiche di allevamento (in Europa c&#039;è il caso dei Polli gonfiati per esempio) hanno sul cibo e su tutto il comparto economico che gira attorno agli allevamenti. 

Trovo che se anche da un punto di vista personale l&#039;abbandono della carne sia sicuramente benefica, trovo piuttosto utopico che possa estendersi a milioni di persone. Ci vorrebbe, forse, una maggiore &#039;sensiblità&#039; da parte del legislatore - europeo nel nostro caso - per far sì che certe cose non avvengano. Temo però che siano troppo indaffarati in altro.

Per cui, rigiro la domanda a te: secondo te è ancora possibile fare qualcosa?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che mi chiedo è fondamentalmente SE esista un qualsiasi modo per evitare il disastro avviato da Monsanto &amp; Co. Non ho ancora visto il film, ma conosco Monsanto per altri episodi e specialmente per quel che riguarda i suoi brevetti e l&#8217;uso che ne fa nei Paesi emergenti &#8211; come in India &#8211; e le conseguenze che ha sulla popolazione, da un punto di vista sociale ed economico.</p>
<p>Personalmente credo che la cosa migliore sia quella di esigere prodotti che rispettino anche gli animali, non tanto per una questione &#8216;animalista-ecologista&#8217;, ma perché in tal modo si frenerebbero gli effetti deleteri che le attuali pratiche di allevamento (in Europa c&#8217;è il caso dei Polli gonfiati per esempio) hanno sul cibo e su tutto il comparto economico che gira attorno agli allevamenti. </p>
<p>Trovo che se anche da un punto di vista personale l&#8217;abbandono della carne sia sicuramente benefica, trovo piuttosto utopico che possa estendersi a milioni di persone. Ci vorrebbe, forse, una maggiore &#8216;sensiblità&#8217; da parte del legislatore &#8211; europeo nel nostro caso &#8211; per far sì che certe cose non avvengano. Temo però che siano troppo indaffarati in altro.</p>
<p>Per cui, rigiro la domanda a te: secondo te è ancora possibile fare qualcosa?</p>
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		<title>By: Riccardo</title>
		<link>http://www.brunozzi.it/2010/01/13/food-inc/comment-page-1/#comment-644</link>
		<dc:creator>Riccardo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 08:43:58 +0000</pubDate>
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		<description>quindi Simone niente più cappelleti, capocollo e salame di norcia...? Ammetto che non è una scelta facile essere vegetariani per umbri e toscani (come me), specialmente all&#039;estero (come entrambi), quando arriva in tavola la tradizione.. 

In bocca al lupo! :D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>quindi Simone niente più cappelleti, capocollo e salame di norcia&#8230;? Ammetto che non è una scelta facile essere vegetariani per umbri e toscani (come me), specialmente all&#8217;estero (come entrambi), quando arriva in tavola la tradizione.. </p>
<p>In bocca al lupo! :D</p>
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