Simone Brunozzi

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Scrivimi a: simone.brunozzi -@- gmail punto c0m

Startup italiane

Si stanno moltiplicando le lodevoli iniziative di aziende, banche, istituti, università, a sostegno della imprenditorialità italiana, specie nell’ambito Information Technology, in passato molto carente rispetto al resto d’Europa e alle dimensioni, comunque significative, del mercato IT italiano.

Una presentazione particolarmente interessante la fornisce Gianluca Dettori su OilProject, “Fare Venture Capital e startup Hi-Tech in Italia“.

Potrei scrivere molto sull’argomento, grazie alle recenti esperienze maturate in giro per l’Europa. Mi soffermo però su una cosa in particolare: la mancanza di un EVENTO importante e riconosciuto a livello internazionale, come può essere LeWeb per la Francia, DLD o Next09 per la Germania, PICNIC o NEXT per l’Olanda, SHIFT per il Portogallo, EBE per la Spagna, Reboot per la Danimarca, LIFT (che quest’anno è toccato alla Svizzera), SIME per la Svezia, e gli innumerevoli eventi che ogni anno tempestano Londra e il resto dell’UK. Tutti ne hanno uno, tranne l’Italia.
In Italia il buon Gianluca Neri organizza la BlogFest a Riva del Garda, che però non ha la stessa impostazione delle conferenze di cui sopra, e soprattutto è limitata all’ambito italiano, con sponsor italiani e speaker italiani.

Marco Montemagno (che ho conosciuto di persona in occasione dell’evento Current con Al Gore a Roma a maggio 2008, persona competente e gradevolissima) ha scritto diverse considerazioni interessanti su LeWeb, proponendo al termine del post una sua candidatura come speaker per il prossimo anno.
Marco, secondo me hai energie e capacità a sufficienza per organizzarlo tu, LeWeb, ma in Italia e con un nome italiano.
Avrei degli ottimi suggerimenti per te, primo tra tutti: FARLA IN INGLESE.

Per i lettori: suggerite e ragionate pure nei commenti o su FriendFeed. Grazie :)

Il Natale sta arrivando

E francamente mi sono rotto il cavolo di: regali, auguri, festoni, luci, sprechi, consumismo ai massimi livelli.
Eppure, come tutti, alla fine mi adatterò, farò regali, sprecherò ore nel traffico della gente che compra regali il 24, e così via.
Ultimamente il Natale è un po’ triste. Fa bene Luca che se ne va un mese in Tailandia.
Va bene, dai: se non altro, passerò il Natale coi miei cari, coi miei amici. Ecco, questo è bellissimo.

2010, Singapore

Dal gennaio 2010 mi trasferisco a Singapore.
Farò lo stesso lavoro che faccio oggi in Europa, il Technology Evangelist per Amazon Web Services, coprendo però un’area geografica diversa: APAC, Asia PACific. Ovvero Australia, Hong Kong, Singapore, India, Corea, Giappone, Cina, e così via. Niente male no?

Questa è una foto recente, scattata dal settantesimo piano dello SwissHotel.
Cliccando sulla foto arrivate al mio album su Flickr.

singapore-by-night

Tutto è iniziato il 20 maggio 2008. Sembrano passati dieci anni.

Il mio è uno dei lavori più belli del mondo. Pensate di essere adatti al ruolo Europeo? Qui potete sottoporre la vostra candidatura. Ricordatevi di menzionare che Simone Brunozzi vi ha segnalato la posizione.

Xmas camp, Roma, 19 dicembre

Sempre in vena di annunci!

Il 19 dicembre 2009 sarò a Roma al Xmas Camp. Imperdibile. Dalle 10 alle 17.

xmascamp

Suggerimento per gli amici umbri: organizzatevi con un’auto e venite in gruppo. C’è da divertirsi, imparare, conoscere gente. Potete anche commentare qui sotto per segnalare la vostra disponibilità/interesse.

The global dilemma: itagliano o inglisc

I feticisti dei videogames che mi seguono (credo: almeno uno, forse addirittura due), che rappresentano circa il 25-50% dei miei lettori abituali (stimati essere quattro, con picchi di cinque durante il Ramadan) ricorderanno sicuramente questa opera suprema del 1990: The Global Dilemma: Guns or Butter.
L’autore è quel geniaccio di Chris Crawford, uno dei videogame designer più famosi degli anni ottanta (Balance of Power) e primi anni novanta, e autore, tra l’altro, di libri come De Re Atari (latinorum) e di uno dei più famosi speech nel mondo dei videogame, The Dragon Speech.

Tutta questa mega introduzione per un solo, semplice concetto: sono giunto ad un bivio.

Mi è sempre più difficile scrivere su questo blog in italiano, sapendo che ciò significa trovare una ottima scusa per non scrivere la stessa cosa in inglese. Così facendo, perdo l’occasione di essere ascoltato da persone al di fuori dell’Italia.
Un peccato, vero?

Ecco quindi il mio ragionamento, anzi il mio dilemma: rimanere in italiano, o passare definitivamente all’inglese?

Infine, un’altra idea mi sta venendo in mente: il mio blog potrebbe essere una ottima occasione per mantenere contatti e allargare la mia “sfera d’influenza”, ma non ho tempo di gestirlo. Mi piacerebbe trovare una persona disposta a gestirlo in mia vece, ma che invece del vile denaro desideri avere ben di più: l’esperienza di lavorare al raffinamento di un “prodotto” con qualcuno (me) che ha delle esigenze peculiari, e disposto a fornire al suddetto qualche buona ora di coaching/mentoring su carriera/lavoro e simili, relativi al mondo IT.
Ho scritto una roba contorta ma spero di essermi spiegato, vero?
Sintesi brutale: non voglio spendere soldi per mantenere il mio blog, ma sono disposto a fornire le mie competenze in cambio di qualcuno che voglia investire pochissime ore a settimana per lo stesso.
Il titolo di questa idea potrebbe essere: cercasi blog manager, si paga in natura. Fico no?

Interessato?
Mandami una email a simone punto brunozzi at gmail.

Serata Ignite, Ravenna, lunedì 14 dicembre

Oggi sono in vena di segnalazioni di eventi.
Conoscete Ignite? E’ un modo divertente e professionale di organizzare eventi con presentazioni che durano cinque minuti l’una.
Le persone di Ignite Italia organizzano il prossimo evento lunedì 14 dicembre a Ravenna, presso il Bronson (un locale storico che dovete visitare almeno una volta nella vita, come La Mecca per i Musulmani e Gerusalemme per i Cristiani).

Ignite non va confuso con la semi-sconosciuta band punk di Irvine, California.
Il Bronson non va confuso con l’omonima pellicola.

Qui potete vedere Luca Sartoni che spiega il concetto di Ignite:

Tra gli interventi proposti non perdetevi quello di Paola su Clipperz, un ottimo online password manager che ha avuto la sfortuna di non aver assunto Paola come “evangelist” :)

Aggiungo un mio personale commento: non sempre i talk ignite fatti in Italia sono all’altezza dei corrispettivi americani, ma l’impegno profuso è da lodare, e al di là di qualche sbavatura nella esposizione, sono spesso interventi molto interessanti. E la voglia di crescere non manca.
Una delle cose belle del partecipare ad un Ignite, poi, non è solo ascoltare gli interventi, ma parlare con le persone che partecipano.

Suggerimento agli organizzatori: sarebbe utile dare modo agli interessati di organizzare “car pool” dalle principali città limitrofe. Che ne pensate?

Per vostra curiosità, qui trovate il primo Ignite Silenzioso del mondo (è mio), e il mio Ignite a Roma un anno fa, al Working Capital Camp.

Milano, 16 dicembre, Working Capital

Vi segnalo volentieri la prossima tappa di Working Capital, a Milano il 16 dicembre 2009.

Dapprima vi leggo il trafiletto ufficiale che spiega cos’è Working Capital:
“Working Capital si propone di sostenere l’innovazione italiana e le iniziative imprenditoriali nell’ambito del web 2.0, fornendo competenze, tecnologie e servizi a supporto della loro realizzazione e aiutando la crescita di una nuova, giovane, generazione di imprenditori italiani.”

Poi vi dico cosa avrei scritto io:
“Sei innovativo, sei cazzuto, hai grandi idee e grandi capacità, e hai voglia di creare un nuovo business legato al web 2.0. Non hai idea di dove cominciare. Beh, caro mio, la tua attesa è finita: partecipa al Working Capital, una iniziativa di Telecom Italia che ti permette di metterti in gioco e mostrare agli altri di cosa sei capace. Se le tue capacità ci sono davvero, potrai godere dell’aiuto di Telecom Italia per realizzare il tuo business, con infrastrutture e competenze messe a tua disposizione. Che cavolo aspetti?”

Se andate salutatemi il buon Nicola Mattina, ce ne fossero di gente come lui :)

P.S. vi segnalo questo interessantissimo video della AWS Startup Challenge, con sette startup finaliste che hanno stoffa da vendere. Inspirational.

Doppie cazzate: Totti e il Corriere

Leggo sul Corriere una notizia del cavolo: secondo loro, il nuovo sito web di Francesco Totti, www.francescototti.com, appena messo online sarebbe stato attaccato da “hacker”, ma le “tempestive misure di protezione” hanno difeso i dati e il sito è stato quindi “escluso dalla rete”.
Un commento a dir poco incompetente da parte dei gestori del sito, e altrettanto incompetente il Corriere che si limita a civettare, senza indagare o consultare un esperto.

Primo: “Hacker” non significa Pirata, cercate di usare i termini giusti e meno sensazionalistici.
Secondo: E’ molto probabile che quando un sito viene “lanciato”, l’infrastruttura su cui viene ospitato non “regga” un improvviso picco di utenti. Viene citato “73.000 contatti”, che cazzo vuol dire? Al giorno? Al minuto?
Terzo: ammettiamo di berla e di credere alla storiella degli Hacker: secondo voi la strategia migliore è “staccare il filo”? E poi, che cosa ci sarebbe da compromettere in un sito web? Mica si tratta di una banca, di un negozio online, o che so io… Se anche ti compromettono il sito, lo copii di nuovo su un’altra macchina, e via.
Quarto: se non sapete cosa significa scalabilità, se non sapete come gestire un sito serio, non spargete ignoranza. Ammettete candidamente che “Non siamo capaci di gestire questa cosa, o non abbiamo previsto questo successo”.
Ci fate più bella figura.
E tu, caro Francesco Totti, cambia ditta… Questi qui sono dei dilettanti.
Infatti, mi vengono in mente diversi esempi di aziende serie che, quando sono attaccate da Hacker, resistono e RIMANGONO ONLINE, visto che il loro business dipende da quello.

Il Corriere, ovviamente, fa di tutto pur di racimolare audience. Motivo per cui quando, tra pochi mesi, il Corriere scoprirà di essere destinato a morire di lenta agonia, io festeggerò.
Proprio da poco Seth Godin commentava sui facili “sensazionalismi” di certe aziende. Mi trovo d’accordo con lui: non cercate il titolo facile, piuttosto fate un lavoro serio e FORSE riuscirete ad andare avanti.