Simone Brunozzi

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Loretta Napoleoni e l’economia del terrorismo

TED.com ha pubblicato questo interessante video di Loretta Napoleoni sulla economia del terrorismo.

loretta-napoleoni

Loretta, una economista italiana, ha venduto la sua azienda per autofinanziare la sua ricerca sull’argomento, ispirata da alcune interviste fatte a membri delle Brigate Rosse in carcere.

E’ bello vedere una italiana che, con un inglese leggermente imperfetto ma comunque ben intellegibile, si fa strada tra argomenti scomodi e riesce a coinvolgere la platea.

Da vedere.

Potete trovare altre informazioni su Loretta Napoleoni in Wikipedia.
Qui trovate il suo penultimo libro, Rogue Economics.

Giusta la riflessione, sbagliata la reazione

Stimo moltissimo Frieda e Lyonora, e mi sono sentito in dovere di commentare quanto accaduto di recente.
Cronistoria:
Lyonora va alla GGD di Milano.
Scatta delle foto.
Le mette su Flickr, protette da Copyright.
Poi Frieda si accorge che qualcosa non va.
In breve: il sito Megamodo si è appropriato delle foto di Lyonora illegalmente, utilizzandole per un articolo che ha poi prontamente rimosso.

Lyonora ne parla anche su FriendFeed.

La reazione quale è stata? Un piccolo lamento, molto educato e rispettoso, sia da parte di Lyonora che di Frieda.

Come avrei reagito io?

Avrei contattato un avvocato sveglio, tipo Tiziano Solignani, e gli avrei dato mandato di procedere.
Il ricavato? In beneficenza.
Perchè questo tipo di reazione? Perchè è l’unica che rende un vero servizio alla società:
1) Insegna le buone maniere a chi è abituato a prendere ciò che non è suo;
2) Genera una consapevolezza maggiore su licenze e diritti;
3) Evita che le vittime subiscano incazzature inutili.

Io ho avuto, a mio modo, una breve vicenda nei confronti di una casa editrice, all’epoca della pubblicazione di UbuntuSemplice. Ho dato tutto in mano a Tiziano. Avevamo ragione piena, e la controparte è venuta subito a patti. Tiziano ha svolto un lavoro egregio, e mi sento di suggerirvelo per sistemare le vostre questioni, soprattutto se legate ad Internet, visto che Tiziano “ne capisce” sul serio.

Non è detto che vada sempre a finire così.
Se avete paura che le spese legali vi rovinino l’esistenza, potete sempre acquistare una assicurazione legale.
Pochi soldi spesi benissimo per garantirsi tranquillità e togliersi qualche soddisfazione.
My 2 cents.

Acumen Fund

Conoscete Acumen Fund?
E’ una azienda non-profit che usa approcci imprenditoriali per risolvere problemi di povertà globale. Attualmente gestisce oltre 30 milioni di dollari in progetti imprenditoriali in Africa e Asia.

Jaqueline Novogratz, la fondatrice, ha lasciato la sua carriera nell’alta finanza per fondare Acumen.
E’ anche una brillante speaker, e qui trovate uno dei tanti esempi delle sue apparizioni in pubblico alla conferenza TED (sono disponibili sottotitoli in inglese e spagnolo per quelli che hanno difficoltà a capire discorsi in inglese):


Perchè vi parlo di Acumen?

Guardatevi questo brillante esempio di come 150 dollari possano fare LA DIFFERENZA per una intera famiglia. In questo caso, si tratta di usare un impianto di irrigazione a goccia (drip irrigation), che permette di usare meno acqua e contemporaneamente ottenere un raccolto migliore. A volte tali impianti vengono usati anche per somministrare fertilizzanti disciolti nell’acqua (chiamata fertigation in inglese).

A better harvest:


E’ vero, in Italia abbiamo tanti problemi, ma credo che molti di noi, in tutta onestà, si possano permettere una piccola donazione come questa per contribuire a migliorare il mondo in cui viviamo.

Stavo pensando di donare 150 dollari ad Acumen.
Ma invece farò qualcosa di diverso, possibilmente qualcosa di meglio:

Per ogni persona disposta a donare 150 dollari ad Acumen io ne dono 50, fino ad un tetto massimo di 500 dollari.
Pensateci bene: insieme, io e altre dieci persone, possiamo contribuire ad un totale di 2000 dollari per Acumen. (150 x 10 = 1500, più i miei 500, totale 2000).
Mi sembra una cifra molto significativa!

Per donare andate qui, inserite 150 dollari come ammontare (che oggi equivalgono a circa 100 euro), se vi va inserite il mio nome e cognome ed email nei campi “Honoree” (Simone Brunozzi, simone.brunozzi at gmail dot com), e pagate con carta di credito. Semplice ed efficace.
Inoltratemi la email che riceverete da Acumen, e io mi impegno a versare la mia parte.

Insieme possiamo donare 2000 dollari per una buona causa.
Siete con me?

Volontari, fatevi avanti.

Il binario che porta all’inferno

Oggi parlo di treni.
In Italia.
E quindi anche di Trenitalia.

Prendo spunto da Lorenzo Cairoli, dal precedente Lorenzo Cairoli, e dai recentissimi articoli online sui principali quotidiani italiani, o alcuni più datati ma validissimi come questa inchiesta di Ettore Livini su Repubblica.

Potrei raccontare delle mie innumerevoli vicissitudini, ma so che non sarebbero certo le uniche, e si limiterebbero ad alimentare l’odio.

Potrei elencare le mille mancanze dei servizi Trenitalia, a cominciare da quelli online come Viaggiatreno, che dovrebbe darmi lo stato attuale dei treni in viaggio, ma che come vedete non funziona:

viaggiatreno

Potrei prendere il Bilancio 2008 di Trenitalia e confrontarlo con le numerose dichiarazioni dei suoi rappresentanti, a partire dall’Amministratore Delegato Ing. Vincenzo Soprano, in cerca di contraddizioni. E ricordare a tutti che, per esempio, le regioni corrispondono un sussidio annuo a Trenitalia per il servizio di trasporto regionale.

Potrei partire dalla pagina Wikipedia su Trenitalia e snocciolare dati economici vari per poi confrontarli con altre aziende ferroviarie europee, e dimostrare che Trenitalia non sta facendo un buon lavoro.

Potrei cercare video su Youtube riguardanti Trenitalia, o fotografie su Flickr, e segnalare le cose più scandalose e gravi.

COME CONSEGUENZA, questo post sarebbe solo un incitamento all’odio, senza puntare ad ottenere ALCUN risultato utile.

Invece mi va di scrivere un post diverso.

Credo che Trenitalia possa migliorare moltissimo i propri servizi, visto il basso livello da cui parte.
Alcuni esempi?

1) Essere più trasparente con i passeggeri, condividendo con loro più dati e permettendo loro di iniziare un DIALOGO con l’azienda;
2) Incentivare il personale a fornire un servizio clienti di alto livello; i disservizi non è facile sistemarli subito, ma almeno trattare bene i clienti fa bene al cuore;
3) Dare voce ai dipendenti e permettere loro di fornire suggerimenti su come migliorare la manutenzione e la gestione della rete ferroviaria, possibilmente evitando che ci siano altri episodi come quello della Tragedia di Viareggio del 29 giugno 2009.
4) Coinvolgere i viaggiatori nel segnalare disservizi, inefficienze, o semplicemente possibili migliorie del servizio.
5) Velocizzare e automatizzare il più possibile l’emissione di biglietti e la gestione di problematiche relative agli stessi, per esempio MIGLIORANDO l’usabilità dei distributori automatici di biglietti, tanto per iniziare, oppure fornire gratuitamente accesso WiFi al sito trenitalia da ogni stazione ferroviaria. Un access point WiFi costa molto meno di un nuovo distributore automatico, con buona pace di chi li produce.
6) Sperimentare tecnologie nuove per migliorare i servizi, come ad esempio una tessera RFID da usare come prepagata per pagare automaticamente il biglietto, servizi tramite SMS, e così via.
7) Ottimizzare l’utilizzo delle carrozze, evitando che ci siano treni semivuoti da una parte, e treni sovraffollati dall’altra; tale ottimizzazione può avvalersi ad esempio dei dati forniti dal servizio di prenotazione, DANDO UN INCENTIVO al cliente che prenota per tempo.

Perchè è così importante che i treni funzionino?

Perchè il Sistema di Trasporti di un paese è fondamentale per il benessere dei suoi cittadini, e per quello dei visitatori.

Non vivo più in Italia da tempo, ma l’Italia mi sta sempre a cuore. E’ il mio paese. Mi rattrista molto vederlo “sfasciarsi” così, fare acqua da tutte le parti, compresi i servizi ferroviari.

Accetto volentieri commenti, contributi, segnalazioni nei commenti. Non escludo di voler spendere qualche ora e creare un sito web dedicato alla raccolta di feedback da parte degli utenti. Che ne pensate?
Provate a segnalarmi informazioni pertinenti, vediamo cosa ne viene fuori.

Discussione anche su FriendFeed.

Le barriere italiane

Luis Suarez, technology evangelist di IBM nonchè persona simpaticissima e socievolissima, oggi scrive un bel pezzo riguardante le barriere di adozione del Social Software nelle aziende.
Luis, tra l’altro, ha ABBANDONATO l’email come forma di comunicazione interna da ormai quasi due anni, SENZA ESSERE LICENZIATO.

Una delle statistiche da lui citate riguarda la classifica della “qualità” della banda internet nel mondo.
Questa è la situazione dell’Italia:

italy-broadband-speed

Adesso ditemi: quale è la differenza tra 0.58 Mbit/s in Italia, e 3.40 Mbit/s in Olanda?
E’ la differenza tra una azienda che può fare telelavoro e compagnia bella, e un’altra che invece deve comprare uffici, mobili, far muovere i propri dipendenti tutte le mattine con l’auto, e così via.

Come risolvere il problema del traffico in Italia? La risposta è dentro di voi :)

Passa una giornata con

Oggi si è conclusa un’asta benefica che ha visto partecipare Sir Richard Branson, il fondatore di Virgin.
Ho avuto il piacere di leggere la autobiografia di Sir Squonk Richard, e l’ho trovata molto interessante. L’idea che mi sono fatto di lui, in poche parole: pelo sullo stomaco, non disonesto ma nemmeno pulitissimo, genio imprenditoriale, un evangelist nato. Il punto però non è Richard Branson.

Ecco una schermata della pagina Ebay in questione, relativa all’asta:

spend-the-day-with-richard-branson

Come avete capito, un tizio ha pagato 14.000 sterline (circa 15.000 euro) per passare una giornata con Sir Richard Branson. Il ricavato va a Kids Company, una “charity” che si occupa di bambini e di supporto psicoterapeutico.
Fa parte, tra l’altro, di una iniziativa chiamata eBay for Charity.

Non ho a disposizione una cifra simile per passare una giornata con Richard, ma credo che questa cosa possa essere di spunto per: “Passa una giornata con“.

Sono convinto che anche soltanto in Italia ci siano diverse persone disposte a pagare qualcosa per passare una giornata con una persona specifica, soprattutto se il ricavato viene donato ad un ente caritatevole.
Probabilmente la cosa diventa interessante se si considerano solamente persone mai incontrate, oppure persone che di solito non hanno a disposizione molto tempo.
Io, ad esempio, avrei molto piacere di passare qualche ora con:
Imprenditori
- Diego Della Valle
Gente di spettacolo
- Michelle Huntzicher
Scrittori
- Sandrone Dazieri
Altre categorie
- Roger Abravanel
- Marina Garzoni

Non so quanto pagherei e se pagherei, di sicuro non la cifra per me astronomica di 15.000 euro.

Però mi chiedo: se esistono persone che hanno voglia di regalare qualche ora del proprio tempo, donando il ricavato in beneficienza… Come fanno?
E come fanno persone più normali ad offrire la stessa cosa, per una cifra molto più modesta?

La “banca del tempo” non va bene per questo. Sarebbe bello se esistesse un servizio del genere.

Vogliamo sognare per un attimo?

Giorgio incontra Pippo Baudo pagando 600 euro alla Caritas;
Francesco incontra Totti donando 800 euro alla Associazione Distrofia Muscolare;
Pincopallo incontra Sempronio donando 50 euro al Gruppo difesa dalle meteoriti;
Giannantonio incontra Caio donando 35,67 euro al gruppo ripristiniamo i dinosauri.

E’ così sbagliata come idea?

What Matters Now

E’ un nuovo FREE ebook che puoi scaricare da qui.
What Matters now? Che cosa è importante adesso?

Oltre 70 “big thinkers” scrivono e condividono la loro opinione su cosa è importante in tempi di crisi.
Grazie a Seth Godin per aver creato questa iniziativa.

E grazie a Sir Squonk che l’ha evidentemente ispirato :)

La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci

Lo diceva Salvor Hardin, un personaggio di uno dei romanzi di Isaac Asimov.
Questo è il mio unico breve commento ai fatti accaduti poche decine di minuti fa.

Vi chiedo invece di fare attenzione ad uno screenshot della home page di Corriere.it, preso pochi minuti fa:

berlusconi-colpito

Cosa penso del Corriere.it? E’ una testata online che da sempre si contraddistingue per miopia e mancanza di riconoscenza.
Notate la scritta in fondo all’immagine? Non viene menzionata la licenza, nè il fatto che quelle immagini diventino immediatamente proprietà del Corriere.it. Perchè? Perchè tutto ciò che compare nel sito del Corriere.it è “copyright” Corriere.it, salvo diversamente indicato. Le foto del Premier mostrate sul Corriere SONO DI PROPRIETA’ DEL CORRIERE.

Bravi. Così si fa giornalismo.
E io col cavolo che ve la mando, la foto.

Il post sotto l’albero

Il caro Sir Squonk ci ha mandato l’email, e noi non possiamo che ringraziare.
Leggete qui.

Puntuale come un inferno di solitudini immeritate, come trentamila nuovi soldati in Afghanistan, come una nuova crisi del ’29, come una sosta in rehab di Amy Winehouse, come un calendario di GQ.
Puntuale come un lunedì.
Eccola qui, la cambiale della blogosfera, la rata del mutuo del socialcosismo, l’occupazione indebita di memoria, la materia prima per i cappellini da muratore: il PslA 2009, agile tomo composto da 108 post e 164 pagine, regalino preso sulle bancarelle della fiera dell’artigianato ottimo per grandi e piccini. Fatelo vostro, è qui:
http://www.blogsquonk.it/PostSottoAlbero2009.pdf.
E grazie, eh.

Teux Deux

Se pronunci Teux Deux alla francese, suona qualcosa come “to do” in inglese, vero?

Teux Deux (suggerito, tra gli altri, anche da Seth Godin) è un semplicissimo “to-do” tool. Proprio perchè semplicissimo, è fantastico. Simple is better.