Nov 27, 2009
No Berlusconi Day… Not.
Si parla tanto di questo No Berlusconi Day del 5 dicembre a Roma.
Francamente mi sembra un grosso errore, e vi spiego perchè.
In Italia si fa politica in maniera democratica, ovvero la gente vota, i candidati vengono eletti, e poi governano.
Personalmente non ritengo la democrazia adatta ad un mondo di mass media, proprio perchè sono i soldi che poi “spostano” l’ago della bilancia a favore di qualcuno, il cui qualcuno investe soldi per avere ritorni personali.
Questo mio modo di vedere non è riferito a Silvio Berlusconi, è una cosa che penso valga in tutte le democrazie.
Ciò non significa che esista un altro sistema migliore. O almeno, io non lo conosco. Ho qualche idea, ma rimangono idee.
Il 5 dicembre a Roma viene organizzata una manifestazione (diritto sacrosanto) per chiedere le dimissioni di Berlusconi.
Secondo voi Berlusconi vi ascolta? Ne dubito.
Lo fate per ricostruire una sinistra che da anni vaga tra le nebbie senza identità? Potrebbe funzionare.
Il risultato più duraturo, però, è mostrare a tutti quanto siamo fessi. Quel tipo lì lo abbiamo (anzi avete) votato, è stato eletto democraticamente. Conflitto d’interessi, par condicio? Ci poteva pensare Prodi quando era al governo.
C’è sempre questa tendenza ad identificare il problema nelle persone elette. Sbagliato.
Il problema siamo noi italiani. Ognuno ha i politici che si merita.
La politica è una CONSEGUENZA della classe dirigente di un paese, della sua storia, dei suoi legami economici col resto del mondo.
Pertanto, una manifestazione del genere secondo me è un errore: convincerà molte persone che questa è la strada per risolvere le cose. Non lo è.
La strada per risolvere le cose è… (Pugnalato alla schiena da sicario sconosciuto. Morto.).
personalmente non ritengo i mass media adatti a un mondo democratico :)
(Pugnalato alla schiena da sicario sconosciuto. Morto.).
La meglio cosa, risparmiamo i soldi per la trasferta a Roma e ce li beviamo dopo la notizia data dal tg4 di Emilio Fido.
Ciao Simone
credo però che possa essere un’opportunità per dimostrare che parte della popolazione che si informa in internet non accetta gli atteggiamenti e la politica dell’attuale presidente del consiglio. In più può dimostrare che non è questione di destra, sinistra o centro, ma solo di informazione.
Tutto questo perchè la manifestazione è nata in internet e non da un partito qualsiasi dell’opposizione ne da nessuna categoria specifica.
Ma lo sai? In questo post c’è parecchia suspance soprattutto nel finale.
Secondo me dovresti metterti a scrivere qualcosa…
Naaaa ….
caro Sìmo,
non sono d’accordo. Potrei confutare ogni singola frase dell’intervento. Anche l’ultima. Piazzale Loreto fu barbarie come 20 anni di fascismo.
No Berlusconi day? Serve, serve, hai voja se serve. Non per risolvere il problema Berlusconi oggi… ma per guardare in faccia noi stessi. Civicamente. Col coraggio che tanti italiani come me, per svojatezza, perche’ tanto e’ sempre andata cosi’, … ha mai dimostrato. Fidati. Siamo centinaia di migliaia. Un po’ piu’ informati? Illusi? Sara’ la storia a dirlo. Sicuramente guardinghi. Come lupi.
Scusami la risposta svogliata. Stef.
Ciao Stefano. Concordo sul fatto che manifestare può servire a svegliarci. Manifestare così, credo di no. Vedremo. Incrociamo le dita entrambi :)
Concordo con Simone su molte cose, soprattutto sul fatto che siamo particolarmente prolissi nel lamentarci dopo che abbiamo combinato noi stessi il guaio votando le persone, mentre siamo tendenzialmente immobili nel cercare alternative che non vengano calate dall’alto già tagliate, lavate, cotte e condite.
A volta ci devono pure imboccare per la verità.
Le manifestazioni possono servire a guardarsi in faccia e questo è a mio avviso assolutamente necessario poiché i mass media italiani sono notoriamente unidirezionali (nel senso che non si può replicare a quanto vomita la tv tutto il giorno) e internet non è poi così tanto diffusa e facile da usare per tutti gli italiani (su questo sarebbe da aprire un discorso a parte).
Però le manifestazioni come sono utilizzate in Italia negli ultimi 10 anni, cioè a scopo quasi esclusivamente simbolico con assenza totale di qualsiasi pragmatismo, si stanno cronicizzando: ovvero tutti, indipendentemente dal fatto che partecipino in prima persona oppure no, tendono a considerarle come un evento proforma.
Inutile dire che svuotando di sostanza un evento, non arrivano i risultati, e si continua a chiacchierare, distinguendo le chiacchiere tra loro solo per quantità e folklore linguistico invece che per il merito dell’argomento.
Tornando ai politici eletti, non ho neanche io sistemi migliori della democrazia rappresentativa da proporre.
Scusate ho sentito un rumore in cucina, vado a controllare
E’ un … AAARGHHH!!! (Morto)
Marco LOL :)
@Simone: Se non fossimo bravi anche sdrammatizzare profondamente, nella migliore delle ipotesi saremmo spacciati :-)
Tanto per rimanere in tema aggiungo una segnalazione:
http://www.marcogiorgetti.com/notizie/282-balletto-ipocrita-su-eutelia-e-phonemedia.html
Ciao a tutti, primo commento qui.
Ragazzi, ma guardatevi intorno. Usate un po’ di cervice.
Pare che essere Berlusconiani sia come il colera, eppure lui è là e ha preso un pacco di voti.
Il fatto è che le manifestazioni sono figlie della mentalità sessantottina che ci attanaglia: “vado alla manifestazione, il mio lavoro l’ho fatto”.
Che ridere. Le manifestazioni non servono a un cazzo. O meglio, servono a chi ci va per scaricare i propri sensi di colpa (civici).
Una gitarella, perché nessuno possa dire “Non ci sei andato?! Ah, ma allora sei con quell’altro …”
E poi via, ai 70 con limite di 50, senza fermarsi allo stop, rispondendo alla fidanzata al cellulare mentre si guida, lasciando che il cane caghi sul marciapiede, cercando di fottere quello davanti alla biglietteria …
Italiani brava gente.
Qualcuno (c’è chi dice Mussolini, io preferisco credere che l’abbia detto Giolitti) si permise di dire che “Governare gli italiani non è impossibile, è inutile”. Concordo. Chiunque l’abbia detto ha colto in pieno nel segno.
Gli italiani sono un popolo di mentalità contadina e furbesca. Di questo dobbiamo ringraziare diversi secoli di disparata dominazione straniera. Fossimo stati dominati per intero da una sola nazione non sarebbe stato così grave. Siamo senza identità, senza spirito di gruppo …
Meglio fregarsene del limite, del regolamento, della legge, almeno finché non ci prendono, e poi lamentarci, piuttosto che combattere perché il limite, il regolamento o la legge siano migliorati, se non addirittura aboliti.
Io non ho niente di personale contro l’andare a troie e trans o pippare droghe varie. Non sono il tipo, ma se lo facessi comunque sarei un privato cittadino che commette dei reati.
Ma loro sono personaggi pubblici. A essi non dovrebbe essere concesso neanche il sospetto.
Ma andiamo pure avanti così.
Finché non c’è fame non ci sono rivoluzioni.
Panem e cistercenses.