Aug 10, 2009
Grok, Quinta
Grok procede. Qualche nuova decina di righe del capitolo 01 qui.
Bel post di Stefano sull’India, da leggere.
Aug 10, 2009
Grok procede. Qualche nuova decina di righe del capitolo 01 qui.
Bel post di Stefano sull’India, da leggere.
Letto il capitolo 1.
Due commenti al volo:
1) “Non ho ancora dato una definizione di felicità, eppure già sono in grado di darmi un voto, e decidere quanta ne sto provando adesso.” mi ricorda tanto “Lo Zen e l’Arte della manutenzione della motocicletta” (che sto leggendo stimolato dal post in cui ne parlavi… in molti punti, dopo la parte iniziale del viaggio con gli amici mi pare palloso… concettuoso… però mantiene il mio interesse sufficientemente alto per continuare e capire dove l’autore vuole andare a parare –per inciso: non so, ma mi sa che molti citano questo libro senza averlo davvero letto o letto per intero): il punto in cui Pirsing introduce (forse con stile maieutico) il concetto di Qualità con la “Q” maiuscola… cioè quel “quid” che, come parrebbe, lo fece uscire di senno (e il perché di questa “uscita” è uno degli ingredienti che mantiene alto, almeno per me, l’interesse).
2) Mi pare che tu insista molto sul fatto che l’obiettivo della vita sia essere felici: ovvio –dirai– è il tema del libro. Sì, però… ci rifletterei ancora… sa di artifizio. Mi verrebbe d’impulso di dire: uno vive la propria vita e gli capitano delle cose (dolori, avversità, gratificazioni, ecc) che… vive. Se vive la vita intensamente non proverà certo sempre felicità, ma, altrimenti, non è che vada verso un nirvana auto-indotto, con implicita perdita di intensità nel vivere? E’ un discorso complesso, chiaro (immagino già le obiezioni, giustissime, per cui, per dirne una, la felicità di cui tu parli non è quella di cui io parlo). Sta di fatto che se qualcuno mi chiedesse il mio desiderio sia quello di essere felice… resterei perplesso, e probabilmente risponderei: no, non credo che questo sia ciò che desidero [*]: vedo la felicità come un accidente (qualcosa che ti capita, cioè). Dopodiché sposterei lo sguardo sui piedi del mio interlocutore per controllare che non abbia… ehm… zampe caprine ;-)
Dai (date) un’occhiata a Google su “elisir della felicità”:
http://www.google.it/search?hl=it&q=%22elisir+della+felicit%C3%A0%22&btnG=Cerca+con+Google&meta=&aq=f&oq=
[*] Forse, mi piacerebbe di più rispondere: ciò che desidero è amare ed essere amato (lo so: non significa niente :-) , anche se ciò implica sofferenze e anche se, metafisicamente, mi venisse profetizzato che i dolori saranno sempre superiori alle gioie… se mi venisse detto: “lo vuoi ancora anche se ti avverto che soffrirai, eccetera, mentre se tu facessi diversamente saresti (più) felice…” risponderei –alla Frank Sinatra– ehi amico, permetti?: vorrei fare tutto “alla mia maniera”.
Un atteggiamento masochistico? Può darsi: ci sarebbe da rifletterci (c’è chi l’ha fatto ampiamente in ambito psicanalitico).
Alla prossima lettura!
Bel commento, Guest.
Due cose:
1) ZATAOMM ha più senso se ti leggi la storia di Pirsig. Capisci meglio la forte connotazione biografica di certi passaggi. Spero tu lo stia leggendo in inglese: la versione italiana in alcuni punti (ho guardato a caso) è tradotta un po’ a pecora :)
2) Concordo con te: infatti io non cerco il “soma”, ovvero una felicità perenne e artificiale. Felicità per me è un concetto più ampio, in cui ad esempio faticare per il proprio figlio e per l’amore che si prova per lui è una felicità, nonostante la fatica. Eccetera.
Caro Guest, e se ti unissi al gruppo di grok-volontari? che dici? Basta lasciarmi una email nel prossimo commento :)
1) ZATAOMM : la storia di Pirsing avrei intenzione di leggermela dopo il libro, perché vorrei leggere il libro proprio come un lettore generico. Dal libro si comprende l’intreccio tra livelli diversi di retorica e si intuisce bene che l’autobiografia fa capolino un po’ ovunque: voglio vedere che cosa avrò capito alla fine e poi mi andrò a leggere la storia di Pirsing.
Lo sto leggendo nella versione italiana… peccato per la traduzione: acc!
2) Gruppo “Grok volontari”: fatto, ti ho scritto al tuo indirizzo su GMail.