Simone Brunozzi

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America

America the Beautiful, cantava Ray Charles…

Eccomi qui, di nuovo in America per tre settimane. Due di lavoro, una di ferie in California.
Che dire?

Come al solito ho mille pensieri e idee per la testa… Quella che mi viene in mente ora è questa: gli americani, anche i più in gamba, anche quelli che viaggiano tanto, tendono a vedere il mondo sempre attraverso l’America. Tendono ad immaginare che tutto il mondo sia fatto come l’America, il che ovviamente non è vero.

Però, attenzione: l’America ha un fascino tutto suo. Grandi contrasti, grandi contraddizioni, ma anche l’unico posto al mondo in cui certe cose succedono.
Un posto in cui un diciannovenne si inventa una roba che sei anni dopo vale miliardi di dollari.
O in cui l’uomo più ricco del mondo decide di donare una grossa fetta del suo patrimonio ad una fondazione, e il terzo più ricco del mondo lo segue a ruota.

Ecco, questo mi piace, dell’America. Che tutto è possibile. Che non ci sono limiti, soprattutto mentali.
Poi, purtroppo, è un posto in cui i poveri sono poverissimi, la gente è workaholic e non sa godersi la vita come un europeo… Ma è anche gente che impara in fretta, con umiltà e calvinismo.

Sarò banale… Se potete, ogni tanto, fateci un salto. Non fa male.

Category: personale

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