Jun 16, 2009
Malattie, ospedali, anziani, badanti, libertà e dignità
Ieri sera cena con due vecchi amici, A e G.
Parliamo della situazione familiare di G. Lui è fidanzato con S, e la sorella di S, che si chiama T, sta malissimo.
Un anno fa ha scoperto una malattia, ha fatto la chemio, e le hanno fatto una operazione per ripristinare il midollo osseo, utilizzando il suo stesso sangue. L’operazione sembrava aver avuto successo, e invece dopo qualche mese una ricaduta. Adesso useranno le staminali della figlia di T per una nuova operazione, sperando che T riesca ad arrivarci viva.
Forse vi siete confusi con A, G, S, T, ma il concetto alla base è che a volte le persone hanno dei problemi gravi.
In famiglia, mia madre vive una situazione altrettanto grave, con i due genitori, anziani, che hanno bisogno di assistenza.
Negli ultimi tempi mi sono soffermato spesso a ragionare su queste cose, nonostante a 32 anni ti viene da non pensarci poi molto.
E’ davvero triste quando il peso di certe cose opprime completamente la tua esistenza. Non è il mio caso, ma è il caso di alcune persone a me vicine. Non è semplice. A volte bisogna mettere in discussione la propria vita, il proprio tempo libero, la propria libertà. A volte si scopre la realtà dei rapporti coi parenti, e si scopre che qualcuno si dà al 100%, altri se ne fregano e fanno finta di non capire, altri ignorano le esigenze e ti lasciano tutto sulle tue spalle.
E poi c’è il discorso economico: la fidanzata di G, ad esempio, sarà costretta ad abbandonare il lavoro, dando le dimissioni. Non c’è altra strada. G e S vivono in una casa di loro proprietà, non devono pagare affitti, hanno qualche soldo da parte, e G ha ancora il suo lavoro. Quindi, nonostante tutto, cadono in piedi. Si tratta pur sempre di un grande sacrificio, perchè non lavorare significa non solo smettere di guadagnare, ma tutta una serie di cose aggiuntive.
In altre situazioni, i soldi non bastano. E le persone cambiano, si adattano, fanno quello che possono.
E qui subentra la dignità. Non voglio mettere in mezzo la politica: credo però che in una società civile la dignità delle persone dovrebbe essere garantita. Non sempre è così. Ed è una cosa tristissima.
Buona giornata a voi.
Ti capisco e concordo pienamente. Sto vivendo direttamente la stessa situazione (ho 15 anni, i miei nonni paterni sono entrambi infermi e mia nonna ha il Morbo di Alzheimer), non è facile, soprattutto psicologicamente. I miei genitori hanno continuato – e tuttora continuano – a lavorare, abbiamo dovuto assumere una badante, che tra stipendio, contributi e spese varie ci porta via sui 1700€ al mese. Al di là del problema economico che – fortunatamente – non ci riguarda, la cosa è iper-stressante da molti punti di vista: rinunci alla libertà, non solo di uscire ma anche di fare quello che vuoi in casa tua (es. telefono occupato, luce che salta spesso perchè c’è troppo carico, ecc.). Sono 2 anni che non facciamo più le vacanze insieme, usciamo praticamente solo la domenica sera per mangiare una pizza fuori, la notte i miei genitori si alzano spesso perchè mia nonna chiama (spesso per motivi più che inutili), e la mattina si alzano per andare a lavorare. Sinceramente non so come facciano.
Scusa per il commento formato XL ma sentivo il bisogno di sfogarmi da qualche parte.
Damym: gli sfoghi servono sempre. In bocca al lupo.
Grazie :-)