Aug 25, 2008
Squarcio personale
Oggi, dopo almeno dodici anni, la mente vaga sperduta, tra poesie e poeti.
Scopro che una delle frasi più belle e più care, ahimè, non era del Foscolo (di cui adoro Alla Sera), ma di quello sfigato, puzzolente Leopardi, che tuttavia ha scritto come nessun altro:
E fieramente mi si stringe il core,
A pensar come tutto al mondo passa,
E quasi orma non lascia.
(Giacomo Leopardi, la sera del dì di festa).
E poi, ovviamente, quel mio animo mezzo ribelle, mezzo giullare, e anche mezzo cretino (in senso serio, serissimo), se ne va alla “Verità” del Giuseppe Gioacchino Belli:
La Verità è ccom’è la cacarella,
che cquanno te viè ll’impito e tte scappa
hai tempo, fijja, de serrà la chiappa
e stòrcete e ttremà ppe rritenella.
E accusí, ssi la bbocca nun z’attappa,
la Santa Verità sbrodolarella
t’essce fora da sé dda le bbudella,
fussi tu ppuro un frate de la Trappa.
Perché ss’ha da stà zzitti, o ddí una miffa
oggni cuarvorta sò le cose vere?
No: a ttemp’e lloco d’aggriffà ss’aggriffa.
Le bbocche nostre Iddio le vò ssincere,
e ll’ommini je metteno l’abbiffa?
No: ssempre verità: ssempre er dovere.
E che dire?
Direi che il Belli mi è sempre piaciuto, per via di questo suo modo, umile e tagliente, di riportare i nobili coi piedi per terra, e ricondurre tutto, della umana esistenza, a pochi semplici regole e sistemi.
Ma perchè, tutto questo?
Perchè mi accorgo (e qui subentra lo “squarcio” personale, inteso come “squarcio in cui far intravedere qualcosa a tutti voi, ma solo per qualche secondo”) che le cose, da qualche anno, scorrono veloci, e che forse, tra qualche tempo, sarà il caso di fermarsi un attimo, e riprendere in mano i discorsi della vita.
Non ci avete capito una mazza? E ci credo. E’ solo uno squarcio. :-)
A parte scherzi: credo di aver bisogno di riflettere più spesso, e forse anche di vivere qualche momento in pace con me stesso. Sento il bisogno di un break, di un mesetto in un posto isolato e dimenticato (Cuba, Africa, Thailandia, che so), possibilmente da solo, e per fortuna, non necessariamente adesso.
Quello che sto facendo, ne sono convinto, è la cosa giusta (abbandonare tutto e tutti, per venire in Lussemburgo a lavorare per Amazon.com), ma ciò non toglie che sento il bisogno di “sgranchirmi le gambe” tra un po’.
Spero di non dimenticarmi.
E voi, niente “squarci” personali oggi? E dai, condividete qualcosa con me!
Update: dimenticavo quest’altra perla del Belli:
Vero però sempre mi par rimanere che la educazione che accompagna la parte dell’incivilimento, fa ogni sforzo per ridurre gli uomini alla uniformità: e se non vi riesce quanto vorrebbe, è forse questo uno de’ beneficii della creazione.
Il popolo quindi mancante di arte, manca di poesia. Se mai cedendo all’impeto della rozza e potente sua fantasia, una pure ne cerca, lo fa sforzandosi di imitare la illustre. Allora il plebeo non è più lui, ma un fantoccio male e goffamente ricoperto di vesti non attagliate al suo dosso.
Poesia propria non ha: e in ciò errarono quanti il dir romanesco vollero sin qui presentare in versi che tutta palesarono la lotta dell’arte colla natura e la vittoria della natura sull’arte.
Qui trovate i versi del Belli narrati a voce da Maurizio Mosetti.
[...] Uno squarcio personale. Forse, da leggere. Posted by ubuntista Filed in [...]
Caro Simone,
credo che tu sia una persona viva, ricca nell’animo e straordinariamente onesta.
Comunicare i propri sentimenti è facile, è un esercizio nel quale possono riuscire i più; tutt’altra cosa è invece la capacità di donare il propri sentimenti e le proprie emozioni a chicchessia.
Senti il bisogno di fermarti a meditare? Bene, allora fallo.
Perché procastinare una cosa tanto importante? Perché sfuggire?
È questo il momento da vivere, non il prossimo.
Appena hai un momento da dedicarti rileggi *semplice-mente* questa tua frase:
—
Quello che sto facendo, ne sono convinto, è la cosa giusta (abbandonare tutto e tutti, per venire in Lussemburgo a lavorare per Amazon.com), ma ciò non toglie che sento il bisogno di “sgranchirmi le gambe” tra un po’.
Spero di non dimenticarmi.
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Questa invece è del nostro amico Marcel Proust:
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Il vero viaggio, la vera scoperta
Non consiste nello scoprire nuovi territori
Ma nell’avere nuovi occhi.
—
Buona serata,
Marco